Camorra, droga e ristoranti in Spagna: i clan Contini, Polverino e Amato-Pagano dietro i business milionari

Camorra, droga e ristoranti in Spagna: i clan Contini, Polverino e Amato-Pagano dietro i business milionari

I soldi della droga reinvestiti nelle attività illecite a Barcellona, riconducibili ai clan di Marano e Melito e Napoli centro


BARCELLONA – C’era il clan Contini ma anche i Polverino e gli Amato-Pagano dietro il colossale traffico di droga scoperto dagli uomini del Goa del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, comandante Giovanni Salerno, che hanno fatto luce su un affare milionario di droga riciclaggio da e per la Spagna e in particolare a Barcellona.

Il ristorante ‘Assunta Madre’, in una delle zone piu’ eleganti di Barcellona e il bar ‘Santa Lucia’ dove c’era una coppia di coniugi napoletani che per gli investigatori sono prestanome di narcos napoletani, sono stati sequestrati e perquisiti sia dai finanziari che dalle forze di polizia spagnole.

I finanzieri hanno scoperto che i soldi della droga importata da Sudamerica venivano immessi nuovamente nel circuito finanziario con il riciclaggio in attivita’ commerciali lecite. Innanzitutto esercizi commerciali e poi autorimesse.

Il valore di beni sequestrati ammonta a 5 milioni di euro ma le cifre sono in costante aggiornamento anche perche’ dai conti correnti finiti sotto sequestro ci sono migliaia di euro in giacenza. Oltre due tonnellate tra cocaina e hashish sequestrate. L’indagine e’ partita dal lavoro investigatori operato su una delle cosche piu’ ‘potenti’ e radicate di Napoli, il clan Contini (alleato storico dei Mallardo), che ha come base operativa la zona dell’Arenaccia a Napoli. Una cosca ‘camaleontica’ in grado di gestire milioni di euro e riciclarli in attivita’ imprenditoriali. Gli inquirenti sono riusciti a risalire ai prestanome che la camorra ha usato negli anni non solo a Napoli e in Italia ma anche in Spagna.

Nei traffici di droga e soprattutto nelle riciclaggio sono coinvolti i clan della camorra che da sempre operano in Spagna: ovvero i Polverino di Marano e gli Amato-Pagano di Melito anche se sono in corso ulteriori indagini per cercare di arrivare ad individuare i collegamenti diretti tra la camorra e gli arrestati.

Sono in totale 35 le persone ammanettate, 18 dei quali destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in Spagna, cinque dei quali eseguiti in Italia con un Mandato di cattura europeo, e 12 decreti di fermo firmati dalla Dda di Napoli mentre due risultano irreperibili.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

I provvedimenti cautelari di ieri hanno colpito  i presunti  componenti dell’organizzazione: Evangelista Liccardo, 49 anni, Gennaro Liccardo, 60 anni, Raffaele Liccardo, 51 anni, tutti di Marano; Cristian Neri, 43 anni, di Napoli; Gennaro Annunziata, 50 anni, Gennaro Ciotola, 31 anni, e Antonio Ranieri, 45 anni, napoletani e residenti a Soccavo; Giuseppe De Vivo, 51 anni, di Castelvolturno; Giuseppe Santi, 50 anni, di Bologna; Sergio Ferrara, 56 anni, di Avellino; Rachid Moujtahid, 46 anni, marocchino residente a Milano; e poi Angelo Antonio Toriello, salernitano che in passato è stato anche giornalista e dj, sedicente ambasciatore di Sao Tomè, stato africano che però aveva comunicato alla Farnesina di non avergli affidato nessun incarico, e il suo presunto segretario il naturopata falso medico di Gragnano, Sebastiano Lauritano che era già stato fermato a febbraio dalla Finanza ai caselli di Napoli Nord con un’auto imbottita da 50 chilogrammi di marijuana.