Marano, clan Orlando: anche il vice sindaco di Calvizzano coinvolto nell’inchiesta

Marano, clan Orlando: anche il vice sindaco di Calvizzano coinvolto nell’inchiesta

Emerge un nome eccellente nell’inchiesta sulle infiltrazioni del clan Orlando nel comune di Calvizzano


CALVIZZANO – C’è un nome eccellente nell’inchiesta sulle infiltrazioni del clan Orlando nel comune di Calvizzano e che ieri ha portato all’emissione si 11 ordinanze di custodia cautelare.

Si tratta dell’imprenditore edile e vice sindaco del paese Antonio Di Rosa che il ras Mario Sarappo chiama in segno di rispetto “Zi Antonio”. L’imprenditore subisce  un’estorsione per dei lavori di carpenteria che stava eseguendo in un edificio poi fa da intermediario tra il clan Orlando e i proprietari dell’appartamento.

Ma è Mario Sarappo che come scrive il gip “conduce tutta la trattativa estorsiva, fungendo da intermediario dell’azione criminosa, conducendo il Di Rosa prima da Orlando Angelo (o’malomm) e poi da Orlando Raffaele (Papele), altresì facendolo incontrare con Carbone Castrese, nonché concordando con Carbone Castrese ai traslare quanto richiesto a titolo estorsivo ai committenti Russo-Pellegrino, sfruttando poi Di Rosa Antonio quale intermediario tra il gruppo criminale e i predetti committenti, così costretti a mettersi a posto e versare una somma non quantificata per i lavori commissionati, somma poi materialmente riscossa da tale Massimo – allo stato non identificato – fiduciario di Papele, come chiarisce Sarappo Mario a Felaco
Vittorio:

”….Abbi pazienza, io… io per correttezza sono venuto a Marano, perchè io sono andato a pigliare l’imbasciata da Zi Antonio (ndr DI Rosa Antonio chiamato Zi Antonio) a Villaricca….omisssi.. ha detto che “è venuto Massimo a Marano”, sono venuto pure prima, ma Castrese non ci stava, non ci stava nessuno là dentro per rimanere l’imbasciata. Fai tu l’imbasciata? e non so Massimo con chi ha parlato? Perchè ha detto che lui è andato sopra che doveva andare a pigliarsi i cosi e ha detto la sorella, “no quello è andato mio fratello, è andato a Marano. Adesso tu.., fatemi sapere qualcosa caso mai, hai capito?”

In un’altra intercettazione contenuta nelle 275 pagine dell’ordinanzaVittorio Felaco, uomo di fiducia  di Castrese Carbone nella gestione criminale del territorio di Calvizzano, quale ambasciatore per conto di  Mario Sarappo riferiva a Castrese le modalità esplicative della richiesta estorsiva e dell’avvenuto pagamento da parte delle vittime.

Mario, continuando il discorso, dice quindi che la proprietaria dell’immobile ha commissionato a Antonio Di Rosa (ndr. Don Antonio) l’esecuzione dei lavori esclusivamente per la mansarda, poiché di mestiere lui è carpentiere, è capace ed è conosciuto in zona “allora disse a lui “Don Antonio, fatemi solo la…, la mansarda voi, solo il tetto, perchè quello, quello è carpentiere e li fa bene, hai capito? Perchè quelli lo conoscono là dietro”.

Poi Mario, continuando il discorso, riporta delle frasi negative indirizzate nei confronti di Antonio Di Rosa “invece poi …inc…”questo è un fetente, un giocatore di carte..” che dal prosieguo del discorso, si capisce siano state pronunciate da Raffaele Orlando alias Papele ““è pazzo perciò …inc…io tutto vorrei tranne che la gente andasse vicino a zi papele! nientemeno ..inc…io, o’ frat (ndr. intercalare)”.

Nel contesto, Mario Sarappo avverte anche Castrese che Antonio Di Rosa è Vicesindaco del Comune di Calvizzano “meglio che lo sai… quello fa il Vicesindaco qua”, quindi certamente può tornare utile per gli interessi del clan. Castrese sottolinea gli scatti di ira di Papele: ..perchè non sia mai ci sta qualcosa che non fila bene…”.