Emergenza roghi: ecco chi è il responsabile e cosa ci guadagna

Emergenza roghi: ecco chi è il responsabile e cosa ci guadagna

A bruciare non solo gli ettari di terra ma anche la nostra salute e il nostro futuro


NAPOLI – La Campania brucia. Napoli brucia e lo fa in modo devastante.  A distanza di quindici giorni dalle prime fiamme, sono stati rinvenuti tre focolai, tre inneschi: uno ad Ottaviano, uno ad Ercolano ed un altro a Torre del Greco. Ma non è finita. Soltanto nella giornata di ieri sono stati appiccati diversi incendi: Posillipo, Vesuvio, Giugliano ed altre località.  Soltanto nell’ultima settimana, i roghi sono stati innumerevoli, ricordiamo quelli più vicini di Calvizzano, Mugnano, Pozzuoli, Caivano e tante altre città di provincia. Ormai non si contano più gli ettari di terra bruciati. Ma non è tutto, a bruciare non sono soltanto gli ettari di terra, qui brucia la nostra salute, il nostro futuro e quello dei bambini che sicuramente saranno più propensi ad ammalarsi respirando il fumo tossico proveniente dai roghi. I soccorritori sono allo stremo delle forze tanto che purtroppo non riescono più ad essere presenti su ogni incendio. Ieri a causa dei roghi, a Giugliano c’è stata anche una vittima. Un uomo che per fare un video dal cellulare, è caduto dal tetto della sua abitazione ed ha perso la vita.                                                                                                           La tanto amata Campania Felix è diventata soltanto terra di tumori e di morte.

Ma chi sono costoro che bruciano la nostra terre? E soprattutto  che interessi hanno? Come riporta Il Mattino, a quanto pare sono sempre i soliti: quelli che hanno interesse ad entrare nell’affare delle bonifiche e che ora scalpitano per accedere ai progetti. Ma di quali progetti si sta parlando? Quelli della Regione, che non mancheranno: i progetti per ripulire quei 150 ettari di bosco incendiati, grazie ad una regia che tiene legati la piazza e segmenti del Palazzo, mondi diversi che si abbracciano quando l’ennesima sciagura si abbatte su Napoli e provincia.

Chi sono? Una parte di disoccupati organizzati, ex lavoratori a progetto rimasti da mesi esclusi dai finanziamenti e improvvisamente blanditi da qualcuno che ha interesse a risistemare le cose. Oggi hanno acceso le fiamme e domani li vedremo lì dove è tutto bruciato con tanto di strumenti atti a bonificare territori e a piantare nuovi alberi.

I carabinieri forestali conoscono il sistema usato per appiccare le fiamme, che consentirà di risalire alla mano dei piromani, anzi, è necessario chiamarli con il loro vero nome e cioè “assassini”. Una regia unica, sembra di capire, che va tenuta ben distinta da quanto avvenuto in altre zone dell’area metropolitana, come Ischia o gli Astroni, come Posillipo o Pianura. Ancora qualche numero: su 1500 ettari di bosco protetto dall’Ente parco del Vesuvio, sono andati distrutti 150 ettari.