Faida tra gli Scissionisti: così sono stati uccisi i fedelissimi di Riccio

Faida tra gli Scissionisti: così sono stati uccisi i fedelissimi di Riccio

Il racconto dei pentiti svela la dinamica di due omicidi avvenuti nell’area nord: «Lo hanno prelevato davanti a tutta la famiglia»


MELITO – L’operazione condotta ieri dalla Polizia che ha portato a diversi arresti tra Mugnano e Melito ha portato alla luce la recente storia criminale del clan Amato-Pagano. In particolare la fase in cui gli eredi degli Scissionisti erano guidati da Mariano Riccio che tentò di prendere il controllo della cosca gestendo le rotte del narcotraffico ma soprattutto tagliando fuori la vecchia guardia dei “melitesi” e circondandosi di suoi fedelissimi, soprannominati i “maranesi” proprio perchè provenivano dalla cittadina dell’area nord in cui Riccio risiedeva con la famiglia. Ma quando nel febbraio 2014 Riccio viene arrestato si scatena la ritorsione dei nemici contro i suoi luogotenenti.

Il primo obbiettivo è Andrea Castello, pezzo grosso che nel 2004 dichiarò guerra al figlio di Paolo Di Lauro scatenando la faida di Scampia, sorpreso dai killer il 14 marzo 2014. I pentiti raccontano che gli uomini del clan lo prelevarono direttamente da casa sua tra le grida delle donne che imploravano pietà. Fu ucciso e il corpo dato alle fiamme all’interno della sua auto. Il giorno prima era stato il turno Antonio Ruggiero, braccio destro di Castello, che fu attirato nella trappola da due degli arrestati di ieri: Renato Napoleone e Francesco Paolo Russo. Il cadavere non sarà mai ritrovato. “Sta in Brasile”, dicono tra di loro gli affiliati durante le conversazioni intercettate dalla forze dell’ordine.

La parabola di Riccio si intreccia anche con quella del clan Polverino di Marano. Quando il giovane boss degli Amato-Pagano prese il controllo tra gli Scissionisti, decise anche di allungare il suo dominio sul territorio maranese generando una notevole frizione con le cosche locali. Lo scontro degenerò in vicendevoli aggressioni fisiche tra i pusher delle due fazioni e rientrò solo con l’intervento dei vertici dei due clan che trovarono un accordo.