‘Il metodo Palazzine’: minacce e intimidazioni direttamente a casa del boss

‘Il metodo Palazzine’: minacce e intimidazioni direttamente a casa del boss

Le vittime che non provvedevano al pagamento del pizzo venivano prelevate con la forza e portate al cospetto di ‘Nellino Paparella’


GIUGLIANO – Il clan dei Paparella o il gruppo delle palazzine, così è identificata la nuova consorteria criminale giuglianese nata da una scissione del clan Mallardo. A capo dei ‘girati’ Nello Di Biase, figlio di Michele, il boss vittima di lupara bianca e Gennaro Catuogno detto ‘o scoiattolo.

Entrambi gli elementi apicali degli scissionisti sono scampati a degli agguati, probabilmente posti in essere dall’ala storica del clan Mallardo. Di Biase si è salvato due volte dai colpi dei killer. L’ultima – nel febbraio scorso – il 29enne fu raggiunto in via san Vito dai sicari che esplosero verso lui ed un suo ‘guardaspalle’ diversi colpi di pistola, ferendoli entrambi gravemente.

Il clan, nonostante il tentativo di decapitazione, è cresciuto e anche i Mallardo hanno dovuto per qualche tempo stare fermi ed aspettare un passo falso dei rivali che nel frattempo avevano conquistato la loro fetta di territorio ottenendo estorsioni in zone che prima erano di dominio del gruppo storico.

Il gruppo delle palazzine, composto da tantissimi giovani senza scrupoli – come Enis Mohmoudi, il 22enne ucciso la scorsa settimana in via Colonne, quasi certamente dai sicari dei Mallardo – non esitava a chiedere tangenti, a minacciare e a passare ai metodi violenti con imprenditori e commercianti.

I balordi chiedevano il pizzo e dopo un eventuale rifiuto da parte delle vittime, le prelevavano con la forza e le portavano direttamente a casa del boss ‘Paparella’. L’ultimo episodio ai danni di un negoziante di Giugliano è stato rivelato dalla Procura a seguito dei fermi ieri sera di ‘Nellino’, ‘Gigiotto’ e ‘Sce sce’.

Al cospetto del boss – i taglieggiati – venivano sottoposti ad una serie di minacce che molto spesso li convinceva a pagare. Fino a ieri, quando i carabinieri di Giugliano hanno assicurato alla giustizia tre degli elementi apicali della frangia scissionista giuglianese. Ora si attende la decisione del gip che dovrà convalidare o meno i fermi

Giugliano, “5000 euro per gli amici delle palazzine”. Decapitato il clan di “Paparella”