“Leonardo non ci sta con la testa”: il piromane del Vesuvio incastrato dalle intercettazioni

“Leonardo non ci sta con la testa”: il piromane del Vesuvio incastrato dalle intercettazioni

Diverse le intercettazioni al vaglio degli inquirenti, in particolare la posizione del ragazzo sarebbe aggravata dai dialoghi con madre, padre ed una zia


TORRE DEL GRECO – Emergono nuovi particolari in merito all’arresto, avvenuto nella giornata di oggi su ordine del gip di Torre Annunziata, per Leonardo Orsino, macellaio 24enne di Torre del Greco fermato con l’accusa di essere il piromane, o almeno uno dei piromani, del Vesuvio. Il giovane torrese sarebbe responsabile dei roghi divampati in via Sopra i Camaldoli, dove lui stesso abitava. Diverse intercettazioni in possesso dell’accusa inchioderebbero il ragazzo ed alcuni tra i suoi familiari più stretti.

In una delle telefonate riportate da cronachedellacampania.it, la zia avrebbe avvertito la sorella del nipote del nipote: “Leonardo con il cervello non c’è proprio- si legge nelle intercettazioni- è sceso verso mezzanotte sotto la veranda del padre e si sono levate fiamme altissime… lui è rimasto a contemplare il fuoco.” In un’altra è la madre ad accusare il figlio mentre è a telefono con il padre: “Stiamo prendendo fuoco nella casa nostra, è quello str… di tuo figlio!”.

Ci sarebbero, però, incongruenze fra le dichiarazioni fornite dallo stesso Leonardo e dalla sua famiglia, probabilmente per coprire il colpevole dei roghi, coincidenze poco chiare fra queste telefonate e l’allarme dato ai vigili del fuoco. In particolare, ci sarebbe stata una telefonata in cui lo stesso macellaio incriminerebbe se stesso con il padre: “Non mi posso far arrestare, se vengono me ne scappo sotto al cancello”.