Sant’Antimo, 13enne abusata e violentata: l’aggressore lascia il carcere

Sant’Antimo, 13enne abusata e violentata: l’aggressore lascia il carcere

Per il 22enne, considerato il più “cattivo” del gruppo, disposti gli arresti domiciliari


SANT’ANTIMO –  Ragazza violentata, disposti i domicilari per uno degli aggressori.  Sarebbe stata violentata più volte dal gruppo, prima nel mese di agosto poi nel novembre del 2016. E’ proprio dopo questo secondo brutale episodio che la tredicenne santantimese, affetta da lieve ritardo mentale, aveva trovato la forza di confidarsi con i familiari e denunciare tutto alla locale tenenza dei carabinieri. Da lì scattarono immediatamente le indagini e la Procura del Tribunale del Napoli Nord chiese i provvedimenti restrittivi. Il 26 giugno scorso, gli arresti.

 

In manette Giuseppe De Rosa e Pasquale D’Aponte, rispettivamente di 22 e 19 anni. Il Gip Giovanniello aveva firmato l’ordinanza cautelare richiesta dal pm Izzo. Agli arresti domiciliari D’Aponte, mentre per De Rosa si erano aperte le porte  del carcere di Poggioreale. Dieci in tutto i soggetti coinvolti nella vicenda, ma di questi solo De Rosa e D’Aponte maggiorenni, mentre gli altri sono a piede libero in attesa di processo davanti al Tribunale per i minorenni.

 

Dal suo stato di detenzione De Rosa, che contrariamente al suo coindagato Ferriero avvalsosi della facoltà di non rispondere, chiede di essere interrogato e spiega al magistrato le sue ragioni e della la sua innocenza. Tutti gli indagati, maggiorenni e minorenni conoscevano la vittima, in pratica erano amici. Molto grave la posizione di De Rosa, accusato di aver abusato della tredicenne, a differenza degli altri che si sarebbero limitati ad atti superficiali.

 

Ieri mattina, davanti alla 12° del Tribunale del Riesame di Napoli l’avvocato Mario Angelino ha discusso il riesame in favore del suo assistito, che anche in questa sede ha dibattuto la sua innocenza. Forse  le argomentazioni del legale o le giustificazione del De Rosa a gettare ombre su questa triste vicenda che vede dichiarazioni a volte difficili da comprendere, tant’è che il Riesame sciogliendo la delibera nella tarda serata decide che Giuseppe De Rosa, quello definito come il più cattivo dei dieci stupratori, deve lasciare il carcere di Poggioreale per andare a casa sua ai domiciliari. Al Tribunale Del Riesame ha detto di non comprendere le ragioni di un’accusa tanto infamante il ventiduenne santantimese che fino ad ora è l’unico tra i dieci indagati ad aver parlato. Nel frattempo si è svolto anche l’incidente probatorio in modalità protette della minore che avrebbe parzialmente modificato la sua originaria versione, pur lasciando intatte le accuse contro gli stupratori, rappresentando come elemento di cattiveria inaudita proprio De Rosa. Ad ogni modo anche in quell’occasione l’accusato era presente mentre non si è presentato il suo coindagato D’Aponte.

 

Tanti gli interrogativi ancora da svelare e la ricostruzione dei fatti, e troppi i soggetti coinvolti, sicuramente ancora di più le persone che sapevano e non hanno mai parlato alimentando l’omertà in un territorio costretto a convivere con il terrore della camorra, fin dagli anni 80.