Traffico illecito di rifiuti dalla Campania alla Lombardia: in manette due persone

Traffico illecito di rifiuti dalla Campania alla Lombardia: in manette due persone

Le indagini partirono nel 2014 quando in un capannone di Brescia furono bruciate ecoballe provenienti dallo Stir di Giugliano e Tufino


MILANO – Traffico di rifiuti dalla Campania alla Lombardia, arrestate due persone e 26 indagate. L’indagine, coordinata dai carabinieri del Noe, ha accertato come siano state smaltite in Lombardia circa 100 mila tonnellate di ecoballe provenienti dalla Campania.

Arrestati con l’accusa di traffico illecito di rifiuti P.B., 46 anni, amministratore unico delle società B&B di Torre Pallavicina (Bergamo) e della BPS di Abbadia Lariana (Lecco), e G.E., 60 anni, capo impianto della società ARAL di Castelceriolo (partecipata al 100% dalla Provincia di Alessandria). Complessivamente sono 26 le persone che risultano coinvolte nell’inchiesta ed indagate a vario titolo.

Ci sono anche società pubbliche tra quelle coinvolte nell’inchiesta sul traffico di rifiuti dalla Campania alla Lombardia. L’indagine è partita nell’ottobre del 2014 in seguito all’incendio sviluppatosi in un capannone di una società di Rezzato (Brescia). Lì erano state illecitamente messe in riserva oltre 100.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani provenienti da impianti campani, tra cui lo Stir di Giugliano e quello di Tufino.

Il modus operandi era semplice: gli indagati ritiravano rifiuti speciali non pericolosi provenienti dalle società Sapna di Napoli, Colari di Roma, Acam di La Spezia. Attraverso fittizie operazioni di recupero e trattamento i rifiuti venivano portati a smaltimento con la complicità di personale interno alle aziende, presso i termoutilizzatori di società operanti nelle province di Brescia, Pavia, Alessandria e Savona. Il traffico avrebbe generato profitti illeciti per dieci milioni di euro. Sequestrati 80 automezzi utilizzati per il trasporto e la movimentazione dei rifiuti, per un valore stimato superiore ai 6 milioni di euro.