Agguato di Giugliano, padre e figlio uccisi per uno sgarro al boss

Agguato di Giugliano, padre e figlio uccisi per uno sgarro al boss

L’antimafia continua ad indagare sui fatti accaduti lo scorso 25 maggio nel centro di Giugliano


GIUGLIANO – Nuovi retroscena si sono delineati nell’omicidio Staterini del 25 maggio a Giugliano. Vincenzo Staterini “o piccoletto” e il figlio Emanuele furono trucidati a colpi d’arma da fuoco in un bar a Corso Campano nel centro di Giugliano. Alcune indiscrezioni riportate dal quotidiano IL ROMA, svelano una parentela degli assasinati con il clan Vastarella. Vincenzo Staterini era il congnato di Patrizio Vastarella, ma si era allontanato passando con il clan Esposito-Genidoni, clan che era proprio in guerra con i Vastarella.  Staterini, addirittura, aveva osato sfidare in piazza proprio il gruppo dei Vasterella.

Di seguito riportiamo un’intercettazione telefonica tra Emenuele Esposito e Antonio Genidoni: 

«E adesso te lo dico io come si deve fare. La tecnica di questo, dice la tecnica di “’o piccoletto”, ( Vincenzo Staterini). Lo sai cosa fa? Uscite tutti quanti fuori, non vogliamo sapere niente, uscite non ce ne fotte di nessuno. Come fece il piccoletto quando andò dalla famiglia sua. Li prese ad uno ad uno e disse: “Ma voi mi date a mangiare, ma voi che volete da me? Uscite fuori, non tengo niente a che vedere con voi, che ne me fotte a me». A queste dichiarazioni gli replica Enza, che gli da ragione. Ma i riferimenti a “’o piccoletto” non finiscono qui. A parlare è sempre Emanuele:«Dobbiamo fare come dice “o piccoletto”. In mezzo alla via dobbiamo stare. Io lo faccio venire a prima mattina, poi lo prendo e vado dal Piccoletto, il piccoletto va dal pescivendolo. Faccio l’appuntamento con Gianni, parlo con Gianni, e poi vado dal piccoletto, il piccoletto va dal pescivendolo, e dal pescivendolo poi chiamo a Cicciotto. Faccio chiamare a questi tre, questo degli orologi e cose varie».

 

L’ipotesi del duplice omicidio, ancora al vaglio degli investigatori dell’antimafia, potrebbeere essere proprio questo passaggio di clan. Si continua ad indagare tenendo conto anche delle immagini dell’efferato omicidio riprese dalla telecamera di videosorveglianza della tabaccheria di Corso Campano, che hanno registrato tutti i momenti di quel sanguinoso pomeriggio di fine Maggio.

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