Cadavere in bagno al Cardarelli: arriva la smentita del direttore generale

Cadavere in bagno al Cardarelli: arriva la smentita del direttore generale

Una signora ha sbagliato porta, doveva andare in bagno e ha aperto la porta della medicheria


NAPOLI – Arriva la smentita da parte del direttore generale dell’azienda ospedaliera napoletana. A quanto pare, la signora che ha pubblicato il post sui social, avrebbe sbagliato porta, aprendo quella della medicheria e non quella del bagno dove sarebbe dovuta andare.

«Sono molto dispiaciuto per la diffusione di una notizia falsa così grave. Non nascondo mai nulla e potevamo essere consultati per spiegare come stavano effettivamente le cose». Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Cardarelli dal luglio dello scorso anno, non nasconde il suo disappunto. Ha davanti la cartella clinica di S. G., il paziente morto alle dieci di questa mattina che sarebbe stato tenuto per tre ore in un corridoio dinanzi al bagno della divisione di Chirurgia d’urgenza.

La cartella clinica parla di paziente arrivato al Pronto soccorso in codice giallo alle 16,46 di ieri. Un malato di tumore alla prostata in stato terminale. Lo accompagnano i familiari, che restano con lui anche quando viene trasferito in quella che si chiama, in gergo, area di transito tecnica della divisione diretta dal dottore Maurizio Castriconi. Otto letti, divisi da una tenda, con pazienti in attesa di essere sistemati, in base alle loro condizioni, in uno dei 38 posti letto del reparto.

La situazione è precipitata e S. G. è morto, dopo aver subito un’ora di terapie di rianimazione. Alle dieci, il trasferimento nei locali della Medicheria. «È un’area interdetta agli estranei, dove è stato transitato il paziente per ricomporne il corpo in attesa degli operatori dell’obitorio» spiega Verdoliva.

I familiari erano in attesa e vi sono rimasti per 50 minuti. Poi, hanno accompagnato il loro congiunto nella struttura dell’obitorio dell’ospedale. Ma come è nata la notizia diffusa da più siti d’informazione? «Ho ricostruito, con l’aiuto degli operatori della divisione di chirurgia d’urgenza, l’accaduto. Una signora, parente di un altro paziente ricoverato, ha sbagliato porta, doveva andare in bagno e ha aperto la porta della medicheria. Ha fatto confusione e ha scritto d’impeto un post su facebook, ripreso senza verifica». In giornata, nella divisione di Chirurgia d’urgenza erano in servizio 5 medici, compreso il direttore Castriconi, e 10 infermieri, compreso il caporeparto.

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