La madre di Vincenzo: «Ciro venne a casa dopo l’omicidio per consolarmi»

La madre di Vincenzo: «Ciro venne a casa dopo l’omicidio per consolarmi»

Un’ulteriore conferma della lucida follia con cui l’ex militare ha messo in atto il suo piano di morte


AVERSA – Continuano ad emergere dettagli inquietanti intorno alla vicenda di Vincenzo Ruggiero, il 26enne di Parete, ucciso, fatto a pezzi e poi murato all’interno di un box di Ponticelli da Ciro Guarente, ex militare ed ex compagno della transessuale Heven Grimaldi, coinquilina della vittima. Questa sera la madre di Vincenzo ha rilasciato al Tg3 Campania un’intervista in cui descrive i giorni trascorsi tra la scomparsa del ragazzo e poi la scoperta del suo cadavere: «Ciro è venuto a casa insieme ad Heven e lui, tra le lacrime, mi disse che Vincenzo era vivo e stava bene. Poi mi salutò con abbracci e baci». Un particolare terribile se si immagina l’efferatezza con la quale l’ex militare ha deciso di porre fine alla vita del 26enne. «La cosa che gli rimprovero di più – continua la madre – è che non mi ha permesso di vedere mio figlio un’ultima volta, tutto intero, per dargli una degna sepoltura».

Continuano intanto le indagini delle forze dell’ordine che stanno cercando di fare piena luce su tutte le fasi dell’omicidio. Ciro Guarente, dopo la confessione iniziale, si avvale della facoltà di non rispondere. Gli inquirenti avanzano l’ipotesi che l’assassino non abbia agito da solo, almeno in alcune fasi cruciali del delitto. Per questo ora la caccia si sta estendendo su eventuali complici o favoreggiatori.