D’amore si muore. Alessandra e quel sentimento che l’ha condannata

D’amore si muore. Alessandra e quel sentimento che l’ha condannata

Quella notte Alessandra sperava di poter ritrovare l’amore di un tempo e invece ha incontrato tutt’altro destino


MUGNANO – D’amore non si muore o almeno così dovrebbe essere. Non è andata cosi per Alessandra Madonna, la 24enne di Melito trascinata dall’auto del suo ex e morta in ospedale ieri pomeriggio.  Una morte tragica quella di Alessandra, finita dopo una lite sotto l’auto dell’ex fidanzato, Giuseppe Varriale, che ora dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario.

LA STORIA D’AMORE

L’amore tra i due era iniziato nel 2012 e da allora, nonostante gli alti e i bassi, non si erano più lasciati. Fino alla scorsa primavera quando Giuseppe decide di interrompere la relazione. Per Alessandra quell’amore, a cui tanto tempo ed energie aveva dedicato, era però ben lontano dall’essere finito. Aveva provato ad andare avanti, trascorrendo l’estate con le amiche prima a Mykonos e poi a Cuba, ma Giuseppe continuava ad occupare parte della sua mente e del suo cuore.

IL TRAGICO EPILOGO

Proprio per tentare un chiarimento, nella notte tra giovedì e venerdì, Alessandra decide di aspettare Giuseppe sotto casa. La sua speranza, probabilmente, era quella di poter ritrovare l’amore di un tempo. Alessandra invece ha incontrato tutt’altro destino. E’ stata trascinata per diversi metri dall’auto dell’uomo che amava. Inutile la corsa in ospedale, troppo gravi i traumi alla testa e le lesioni in svariate parti del corpo: il suo cuore ha smesso di battere poco dopo le 13 di ieri pomeriggio, lasciando nella disperazione familiari e amici accorsi al pronto soccorso del San Giuliano. Non ha retto al dolore la mamma, la signora Olimpia, che dopo qualche ora ha tentato di togliersi la vita con una bombola a gas ed è stata salvata in extremis dai vigili del fuoco.

LE INDAGINI

Giuseppe Varriale, la cui versione non ha convinto gli inquirenti, è ora agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio volontario. Per il pm Palmieri, titolare delle indagini, Giuseppe era consapevole che ingranando la marcia avrebbe potuto uccidere Alessandra. Maggiori risposte sull’esatta dinamica dell’incidente arriveranno dall’esame autoptico, che si terrà nelle prossime ore.

IL RICORDO

Intanto non si contano i messaggi di cordoglio pubblicati sul profilo Facebook della giovane. Alessandra è ricordata da tutti come una ragazza caparbia, combattiva, piena di vita, pronta sempre a regalare un sorriso. Due le sue grandi passioni: la danza – si era diplomata alla scuola Excelsior di Melito – e il volontariato. Passava la maggior parte del suo tempo libero con i bambini ricoverati al Policlinico, giocando e cercando di regalar loro un sorriso. Ancora non è noto il giorno in cui saranno celebrate le esequie della giovane, ma per quella giornata il sindaco di Melito, Antonio Amente, ha annunciato che proclamerà il lutto cittadino.