Giugliano, la conferma del Riesame: “Paparella”, Micillo e Smarrazzo restano in carcere

Giugliano, la conferma del Riesame: “Paparella”, Micillo e Smarrazzo restano in carcere

I tre esponenti del clan delle palazzine sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso e altri capi d’imputazione


paparella

GIUGLIANO – Paparella e il suo gruppo restano in carcere. Dopo la conferma da parte del GIP di Napoli per il fermo di Aniello “Nello” Di Biase, il Riesame ha deciso. Prosegue la detenzione dei membri delle palazzine: Aniello Di Biase, Vincenzo Micillo, Domenico Smarrazzo. Il gruppo, fu arrestato il 27 Luglio dai carabinieri della compagnia di Giugliano comandata dal capitano Antonio De Lise per estorsione col metodo mafioso nei confronti di alcuni commercianti della zona.

L’arresto eccellente arrivò a seguito della denuncia di un imprenditore locale della richiesta estorsiva di 5mila euro da parte del sodalizio. L’ordinanza ai danni dei tre è stata eseguita dal nucleo operativo della compagnia di Giugliano, guidato dal tenente Giuseppe Viviano.

La richiesta estorsiva era stata avanzata una prima volta da Enis Mohmoudi, giovane ventiduenne ritenuto affiliato al gruppo delle palazzine, deceduto in data 21.07.2017, a seguito di un agguato dichiarato di matrice camorristica, nel corso del quale veniva attinto da numerosi colpi di arma da fuoco. Successivamente la richiesta estorsiva era stata reiterata dai soggetti fermati e dallo stesso Di Biase, all’interno della cui abitazione era stata condotta la vittima. La vicenda estorsiva accertata si inquadra nelle dinamiche criminali che caratterizzano attualmente il territorio di Giugliano in Campania. Smantellato il clan della sciossione dalla  storica famiglia dei Mallardo.

 

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