Lo strazio dei funerali di Alessandra: «Amava la vita. Non doveva morire!»

Lo strazio dei funerali di Alessandra: «Amava la vita. Non doveva morire!»

Palloncini bianchi ad attenderla fuori la Chiesa. All’interno centinaia di persone in lacrime


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MELITO – Si stanno celebrando in questi minuti – nella Chiesa SS. Maria delle Grazie a Melito – i funerali di Alessandra Madonna, 24 anni, morta dopo essere stata trascinata dalla Range Rover Evoque dell’ex fidanzato, a seguito di un litigio .

«Alessandra non doveva morire», è il grido unanime di parenti ed amici raccolti nello strazio di un giorno colmo di dolore. Fuori la Chiesa i palloncini bianchi hanno accolto la bara bianca dentro la quale la giovane vittima è entrata nella parrocchia.

Centinaia gli amici che sono arrivati da tutta la provincia per darle l’ultimo saluto. Ci sono tutti, dagli amici storici a quelli di danza, dai colleghi di lavoro a quelli delle serate in discoteca. Presenti anche alcuni rappresentanti delle istituzioni cittadine. Tutti uniti nel dolore.

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Le maglie distribuite all’esterno della chiesa

Già ieri in tantissimi le avevano reso omaggio al Policlinico dove era stata allestita la camera ardente

«Alessandra era bella dentro e fuori, faceva volontariato negli ospedali, per lei la vita era un dono prezioso e qualcuno gliel’ha tolta troppo presto» racconta in lacrime un’amica.

Intanto, il suo ex fidanzato, Giuseppe Varriale resta ai domiciliari. Per lui non si sono aperte le porte del carcere anche se resta la grave accusa di omicidio volontario, confermata ieri dal Giudice.  Alessandra lo amava ancora. Ed è stata condannata proprio da quel sentimento.