Minacce dei casalesi a Capacchione e Saviano: sentenza nulla

Minacce dei casalesi a Capacchione e Saviano: sentenza nulla

Secondo i giudici il processo doveva slittare nella Capitale per questioni di competenza


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CASERTA – Minacce a Roberto Saviano e Rosaria Capacchione: sentenza nulla, gli atti del processo passano a Roma. Questa- come riporta ilmattino.it- è la decisione presa dai giudici della Corte di Appello di Napoli –  presidente Giannelli, relatore Fabiana Mastrominico – con imputato l’avvocato Michele Santonastaso condannato in primo grado alla pena di un anno di reclusione per le minacce alla giornalista del Mattino, Rosaria Capacchione e allo scrittore Roberto Saviano.

Il processo doveva essere incardinato a Roma perché nel testo dell’istanza (più una minaccia che un’istanza, stando alla Dda di Napoli) letta da Santonastaso in aula – durante il processo di Appello denominato Spartacus contro il clan dei casalesi –  erano stati inseriti anche i nomi dei magistrati di Napoli e Santa Maria Capua Vetere che avevano occupato un ruolo cardine nella lotta al crimine organizzato dell’area casertana. Per i giudici, dunque, il processo doveva slittare nella Capitale perché la procura di competenza per i magistrati citati era quella romana. Il proclama venne letto nel 2008 ed era a firma dei boss Antonio Iovine, ora pentito, e Francesco Bidognetti. Entrambi assolti.