“Ospedale non adatto a curare mio marito”, parla la moglie del medico morto

“Ospedale non adatto a curare mio marito”, parla la moglie del medico morto

La donna: “Gli addetti non avevano le chiavi dell’ascensore”


NAPOLI – La moglie ancora non crede a quanto successo al medico morto all’ospedale del mare. “Ancora non riesco a spiegarmi il trasferimento dal San Giovanni Bosco all’Ospedale del Mare che si è dimostrato non pronto né adatto a curare mio marito”. Queste le parole di Daniela Pallone, vedova di Maurizio Busciolano.

“L’Ospedale del Mare – continua – è un deserto dei tartari, gli stessi addetti del 118 quando siamo arrivati non si districavano nei corridoi e gli ascensori non erano adatti alla lettiga. C’erano gli ascensori della misura giusta ma gli addetti non ne avevano le chiavi. Abbiamo perso molto tempo, io ho fiducia nella magistratura ma chiedo anche al ministero della Salute di verificare se i protocolli sul trasferimento siano giusti e se siano stati rispettati”.

Daniele Pallone racconta anche delle ore trascorse all’ospedale: “Nonostante dal San Giovanni Bosco avessero chiamato l’Ospedale del Mare per dire che arrivava mio marito, quando siamo giunti la stanza non era stata attrezzata per assisterlo. Mio marito non urinava da ore e aveva dolori, l’ho portato io stessa in bagno e ho visto che urinava di colore rosso. L’ho detto all’infermiera che mi ha liquidato rispondendo ‘saranno le medicine'”.

Come riporta Repubblica, visti i dolori fortissimi, la donna riferisce che il marito è stato sottoposto alla tac, prevista per il mercoledì, un giorno prima, ma “mentre era nel macchinario – ha detto – ha avuto un arresto cardiaco e ci hanno messo sette minuti per rianimarlo. Poi da quel momento hanno solo cercato di limitare il dolore”.