“Paolo Liccardo sorvegliava il consiglio comunale per conto del clan Mallardo”

“Paolo Liccardo sorvegliava il consiglio comunale per conto del clan Mallardo”

La pesantissima accusa rivelata dal capo della procura di Napoli Giovanni Melillo


GIUGLIANO – “Paolo Liccardo (classe 1974) sorvegliava per conto del clan tutto ciò che accadeva in consiglio comunale, dagli appalti, alle lottizzazioni”. Lo spiega il capo della procura di Napoli Giovanni Melillo, durante la conferenza stampa sul blitz di stamane alla camorra giuglianese. 

Proprio il settore economico della cosca ha subito un duro colpo: sequestrati 59 immobili, 9 societa’, tra la Toscana, la Campania e il Molise. Centro d’affari principale era ad Arezzo dove ci sono decine di societa’ nel campo dell’edilizia privata. Era lo stesso boss Francesco Mallardo, nel periodo nel quale era detenuto in casa lavoro, a dare disposizioni sugli investimenti da operare.

Le microsipie degli agenti delle Squadre Mobili di Napoli e Firenze sono riuscite a captare la voce del capoclan il quale decideva le sorti non solo di Giugliano ma anche di altre parti della citta’ come al Vasto o all’Arenaccia grazie alle alleanze con i Bosti e i Contini.

L’operazione di questa mattina – che ha coinvolto anche un altro Paolo Liccardo, consigliere comunale –  e’ stata coordinata dallo Sco e sono state eseguite due ordinanze, una per i Mallardo e una per elementi dei Di Biase, scissionisti della cosca.

“E’ stata una espulsione interna perchè hanno violato l’ordine di non spacciare a Giugliano”, dice il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. Una epurazione che ha portato a un morto e diversi feriti. Sul clan pende ancora un sequestro per equivalente di 839 milioni di euro tra beni e conti correnti.

FONTE: Cronache della Campania

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