Migrante sparato alla faccia esce dal coma. La reazione del fratello e dell’aggressore

Migrante sparato alla faccia esce dal coma. La reazione del fratello e dell’aggressore

“Il gestore del centro di accoglienza voleva solo difendersi”, ha detto l’avvocato di Della Gatta. “Alagiee si lamentava soprattutto della mancanza di assistenza medica” – commenta il fratello dell’aggredito


CASERTA – Il 19enne Alagiee Bobb, richiedente asilo del Gambia ferito venerdì scorso con un colpo di pistola da uno dei gestori del Centro temporaneo di accoglienza di Gricignano d’Aversa, nel Casertano, che lo ospitava, si è ripreso dal coma indotto. Bobb, ricoverato al Cardarelli di Napoli, dovrà ora essere sottoposto ad un intervento chirurgico per la rimozione del proiettile che, dopo essere entrato dalla bocca, si è fermato alla gola a pochi millimetri dalla colonna vertebrale e dal midollo osseo; si temono danni permanenti, anche alla voce. Peraltro il giovane ha subìto la completa rottura della mandibola e la perdita di quasi tutti i denti (sono stati raccolti e conservati dagli amici per essere eventualmente reimpiantati). Il 43enne aggressore, Carmine Della Gatta, socio della coop sociale Prometeo, resta in carcere in attesa di conoscere la data in cui si terrà l’udienza davanti al Tribunale del Riesame di Napoli.

 L’avvocato difensore di Della Gatta, Giovanni Cantelli, come riporta ilmattino.it, ha chiesto la scarcerazione del suo assistito. «L’ordinanza che ha disposto il carcere per Della Gatta è inspiegabile – dice Cantelli – in quanto il Gip parla di possibile reiterazione del reato per Della Gatta; conclusione su cui non concordo affatto, in quanto l’arma usata durante il ferimento gli è stata sequestrata, e la stessa sorte è toccata alle quattro armi rinvenute a casa, che erano tutte legalmente detenute. Dunque Della Gatta non ha armi, non ha precedenti per aggressioni». Cantelli contesta anche la ricostruzione del gip relativa alla dinamica del fatto. «Il gip – dice il legale – ritiene che quella di Della Gatta sia stata quasi un’esecuzione, senza considerare che Della Gatta è stato ferito dal gambiano con una pietra che gli ha rotto uno zigomo, circostanza confermata peraltro da un referto medico, e poi ha reagito sparando per difendersi».
«È assurdo che mio fratello sia stato colpito da chi avrebbe dovuto accoglierlo, e che per far questo viene anche pagato. Quando scappi dall’Africa pensi di venire in un posto migliore, poi succede quanto accaduto». Questa è invece la versione- riportata anch’essa da ilmattino.it- di Abubakar, 30enne richiedente asilo gambiano, fratello di Alagiee, il 19enne migrante ferito gravemente venerdì scorso a colpi di pistola da uno dei gestori del Centro Temporaneo di Accoglienza dove era ospite, a Gricignano d’Aversa, nel Casertano. Oggi Abubakar, richiedente asilo in una struttura di Bologna, è andato a trovare il fratello all’ospedale napoletano Cardarelli; qui Alagiee è ricoverato da cinque giorni in prognosi riservata, con ferite alla bocca da arma da fuoco. «Nei giorni scorsi ho sentito spesso Alagiee; si lamentava soprattutto della mancanza di assistenza medica, diceva che non era possibile che nessuno lo ascoltava. Soffriva molto per le lesioni subite in Libia».
Sono stati gli avvocati che assistono il 19enne, in particolare il legale penalista nigeriano Hillary Sedu e la civilista Antonella Marfella, a rintracciare Abubakar, che peraltro aveva sentito del fratello tramite la televisione, così come i genitori, cui sono arrivate voci inquietanti ma fortunatamente false. «I miei genitori sono preoccupatissimi – dice – perché sono arrivate voci in Gambia che davano Alagiee per morto. Ora li dovrò tranquillizzare». Per Abubakar sarà una visita breve, dovrà subito tornare a Bologna dove è impegnato in concreti progetti di integrazione. «A Bologna l’accoglienza funziona sul serio – dice Abubakar – io sono venuto in Italia prima di Alagiee, e sono stato fortunato, lui purtroppo no». Continuano inoltre le manifestazioni di sostegno e solidarietà a favore del 19enne ferito. Presto si terrà una manifestazione a favore di Alagiee, non si sa ancora dove. «Molti cittadini di Gricignano – dice l’avvocato Sedu – ci stanno chiamando in questi giorni per esprimere la loro vicinanza ad Alagiee. È un segno di grande civiltà da parte della cittadinanza; a Gricignano non abbiamo registrato razzismo, ma solo tanta approssimazione e scarsa competenza da parte dei gestori del centro».