Morì per una sacca di sangue sbagliata: condannati medico e tecnico

Morì per una sacca di sangue sbagliata: condannati medico e tecnico

Il paziente era stato ricoverato per la riprotesizzazione dell’anca


SALERNO – Le trasfusioni con sacca di gruppo sanguigno sbagliato, come sottolinea la Cassazione, è un “errore di gravità tale da essere considerato dotato di esclusiva forza propria nella determinazione della morte del paziente”. Per questo motivo, quando si tratta di queste trasmissioni è doveroso da parte di tutto il personale sanitario controllare che il sangue trasfuso sia del gruppo giusto, anche se il collega che lo ha preceduto se ne sia accertato.

Questo è proprio quello che non è accaduto all’Ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, dove è stata confermata una condanna per omicidio colposo nei confronti di un tecnico del Servizio Trasfusioni, Michele D.F., e per l’ortopedico Luigi L.B., colpevoli di aver destinato al paziente Gerardo F. una sacca ematica del gruppo sbagliato e incompatibile.

In pratica il paziente era stato ricoverato per la riprotesizzazione dell’anca il 2 luglio 2009 e nonostante arrivò sangue sbagliato i medici ordinarono che si continuasse la trasfusione, causandone così la morte. Questo dimostrò che è stato omesso il controllo delle caratteristiche delle sacche e la loro compatibilità con il paziente.

Secondo quanto afferma la sentenza 50038 depositata dalla Quarta sezione pensale che si occupa di colpa medica, anche se l’errore viene commesso a monte di una procedura di trasfusioni, tutti i medici e il personale tecnico rispondono di “colpa specifica consistita nella violazione delle linee guida raccomandate dal Ministero della Salute ai fini della prevenzione della reazione trasfusionale da incompatibilità ABO e adottate, altresì nell’ambito dello specifico protocollo per la prevenzione degli errori trasfusionali”, come scrive la Superma Corte.