Rischio di inquinamento ambientale: sigilli all’impianto di cremazione

Rischio di inquinamento ambientale: sigilli all’impianto di cremazione

Verifiche da parte del Noe al crematorio in provincia di Salerno. Il Sindaco Lamberti e la cittadinanza lamentavano la fuoriuscita di fumi inquinati.


inquinamento ambientale

MONTECORVINO PUGLIANO – Lunedì mattina è stato sequestrato l’impianto di cremazione a Montecorvino Pugliano per riscio di inquinamento ambientale. L’operazione è stata coordinata dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, con il supporto logistico dei colleghi della compagnia di Battipaglia.  I militari del Noe sono intervenuti per verificare se all’interno della struttura venissero rispettate le corrette procedure di smaltimento di rifiuti e di trattamento delle ceneri.
Non si esclude l’ipotesi che durante l’ispezione gli investigatori abbiamo appurato il giusto funzionamento dei filtri di depurazione, proprio in virtù di quanto affermato dagli abitanti della zona che lamentavano la fuoriuscita di fumo nero che solo dopo alcuni minuti diventava bianco.

LA DENUNCIA DEL SINDACO

A richiedere le verifiche da parte delle autorità competenti fu il Sindaco Gianfranco Lamberti che alcuni mesi dopo l’indiemento nella casa comunale, si preoccupava di scongiurare il rischio di inquinamento ambientale. Il primo cittadino, infatti,  inviò ad Asi,  Arpac, Prefettura, Procura e Noe,  una lettera nella quale evidenziava l’intensa attività di incinerazione e la preoccupazione di molti residenti. Del resto il crematorio di Montecorvino Pugliano, come stimato dal Comune, si occupa del trattamento di circa 12 mila salme all’anno essendo tra i pochi impianti presenti nel sud Italia.

LE INDAGINI DEL NOE

Per quanto riguarda le idagini del Noe di Salerno, furono avviate  già nel 2008 durante le quali vennero riscontrate anomalie circa il funzionamento dell’impianto, ma il crematorio ritornò a funzionare e tutti i successivi controlli, negli anni seguenti , hanno sempre dato esiti positivi.