Ucciso e bruciato in auto per uno sgarro al clan: un arresto

Ucciso e bruciato in auto per uno sgarro al clan: un arresto

I carabinieri hanno arrestato questa mattina un 30enne che si sarebbe sbarazzato materialmente del corpo


AVELLINO – Ucciso e bruciato in auto per favorire un clan: un arresto.

Questa mattina i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Avellino hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda della Procura di Napoli, che ha coordinato le indagini, nei confronti di un 30enne residente a Fisciano, in provincia di Salerno.

Il trentenne di Fisciano è accusato di favoreggiamento aggravato e distruzione di cadavere per aver materialmente trasferito il cadavere di  Michele Tornatore, ucciso con un colpo di pistola alla nuca, in una zona di montagna tra Contrada e Serino e di aver appiccato le fiamme all’auto. Secondo gli inquirenti, l’indagato sarebbe legato al clan camorristico Genovese, attivo ad Avellino e nella zona del Partenio.

Per l’omicidio di Michele Tornatore, era stato arrestato nei mesi scorsi Francesco Vietri, 54 anni, con l’accusa di essere l’esecutore materiale dell’omicidio, avvenuto presso l’attività di vendita di auto usate e pezzi di ricambio rottamati che Vietri gestisce in una zona isolata di Banzano. Ad inchiodarlo, le registrazioni del Gps montato sull’auto, presa a noleggio, con la quale Tornatore si recò all’appuntamento: il rilevamento dell’apparecchio ha rilevato che l’auto di Tornatore, il giorno dell’omicidio, restò parcheggiata per 10 ore nel piazzale dell’esercizio commerciale. Il movente sarebbe riconducibile ad un regolamento di conti dovuti a passaggi di denaro tra i due.

(fonte foto napoli.repubblica)