Sant’Antimo, dopo 6 mesi la maggioranza perde pezzi: in due vanno all’opposizione

Sant’Antimo, dopo 6 mesi la maggioranza perde pezzi: in due vanno all’opposizione

I consiglieri Treviglio e Pedata: “Con Russo non si va da nessuna parte”


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SANT’ANTIMO – Dopo neanche sei mesi c’è già crisi nell’amministrazione comunale targata Russo. Due consiglieri comunali Innocenzo Treviglio e Ferdinando Pedata, eletti nella civica “Cittadini per Sant’Antimo”, hanno abbandonato la maggioranza per passare all’opposizione. Di seguito il documento in cui i due consiglieri spiegano le motivazioni che li hanno spinti ad abbandonare il sindaco dopo solo 6 mesi di governo.

IL DOCUMENTO DEI DUE CONSIGLIERI

Avevamo creduto nel cambiamento! Non un cambiamento di bandiera, ma di uomini e di metodi per amministrare. Ci siamo ritrovati consegnati nelle mani di quegli uomini che hanno praticamente amministrato gli ultimi 10 anni i settori nevralgici, procurando danni irreparabili al nostro territorio. Ci siamo ritrovati metodi di amministrazione che privilegiano il nepotismo ed il dispotismo.

Abbiamo affrontato una campagna elettorale difendendo il Sindaco accusato di aver ingoiato un giovane figlio lanciato ormai da anni in politica, per poi ritrovarci un Sindaco eletto ed un figlio delegato presente quotidianamente negli uffici comunali a dettare il verbo del padre.

6 mesi di amministrazione sono forse pochi per tirare un primo bilancio? Purtroppo sono tanti, così tanti i danni accumulati in questi 6 mesi che siamo seriamente preoccupati di cosa possa mai rimanere di questo Comune in mano a questi amministratori.

Prendiamo pertanto fermamente le distanze dall’Amministrazione Russo, e da suo figlio, non rinnegando i valori che ci hanno spinto a condurre una campagna elettorale, da moderati quali siamo, scegliendo di voltare pagina. Ahinoi e ahi popolo santantimese, così non è stato. E i tristi risultati sono sotto gli occhi di tutti. Zero programmazione, zero investimenti, zero risultati. Solo sete di potere e mala gestio!

Non ci limitiamo ai fatti di Via Giannangeli, dove è lampante la summa di tutte le deficienze del Sindaco, di suo figlio, e del suo operato (molto meno la sua attenzione a chi e come fare eseguire le somme urgenze!). Ma dei grandi temi del programma cosa è stato? Troppo distratto dal figlio ed i suoi adepti nella “gestione” del Servizio Civile? Troppo pressato dal figlio nella contesa del suo staff?

Troppo indottrinato dal figlio a seminare odio nella macchina comunale riducendola praticamente in pezzi, per ottenerne cosa? La nomina di un Segretario Generale a capo del servizio Sport e Cultura per poter affidare in deroga al regolamento le palestre all’associazione del figlio?

La gestione di un budget da 100 mila euro (mai spesi nella storia di questa città) per le festività natalizie per accontentare i gusti sopraffini di qualche consigliere? Con quali risultati? Scarsa partecipazione, commercianti abbandonati nel deserto di in un’isola pedonale mal fatta e non comunicata. Praticamente un fallimento, visto che lo stesso assessore ha decantato il suo paese Frattamaggiore, disprezzando difatti Sant’Antimo.

Mai sentito parlare di bilancio di previsione, mai affrontato un documento di programmazione. Ma sempre pronto a chattare il proprio verbo (o quello del figlio) alla cittadinanza a mezzo social, dove tutto inizia e finisce in pochi attimi.

Un attimo, infatti, è stato il tempo della navetta. Cosa ne è stato? Andata in fumo insieme ai fuochi del 31/12? Abbiamo propagandato un bilancio del cittadino partecipato, dove la programmazione dell’ente avrebbe dovuto raccogliere le istanze provenienti dal basso.

Dobbiamo forse pensare che il Piano Triennale delle opere pubbliche approvato qualche giorno fa in Giunta sia stato discusso con i cittadini, magari solo quelli di Via Cupa Sant’Anna? E che le istanze provenienti dal basso siano quelle del Sindaco, di suo figlio, e del suo accolito Presidente del Consiglio. Sono forse loro che conoscono bene gli interessi di quella via. Presidente del Consiglio che negli ultimi 10 anni ha gestito a suo completo piacimento il settore rifiuti e a cui siamo “tanto grati” per il salasso che i cittadini sono costretti a pagare con le bollette TARI.

E dinanzi a questo curriculum del Presidente del Consiglio che il Sindaco Russo, e suo figlio, hanno ben pensato di delegargli nuovamente il settore rifiuti. Molto impegnato giustamente a riscuotere circa 40 mila euro di arretrati dalla Polisportiva, ma avete per caso sentito parlare il Sindaco, e suo figlio, dei 2 Milioni di euro che il Gestore della rete GAS deve al Comune di Sant’Antimo in forza di una causa vinta?

2 MILIONI DI EURO. Forse il Comune di Sant’Antimo non ha mai vinto una causa di questo valore e con molta probabilità con quelle somme il Comune potrà ripianare molti dei suoi debitiMa di quei soldi cosa ne è stato? Cosa ha detto il Sindaco, e suo figlio, dalla sua pagina facebook? Forse sono ancora troppi impegnati su come gestirli?

Impegnati a dirimere le fameliche ambizioni di qualche incarico, per cui anche il peggior nemico come l’Ing. Valentino è ora divenuto un buon funzionario dispensatore di contentini, un incarico qui, un lavoretto là! Ecco, tutto ciò si aggiunge allo sconquasso economico a cui stanno riducendo le già precarie casse dell’Ente. Noi che abbiamo raccolto le nostre preferenze per cambiare davvero questo paese non possiamo rassegnarci a questa deriva.

Non possiamo, da consiglieri comunali, ricevere ammonimenti perché nell’esercizio delle nostre funzioni abbiamo fatto visita a qualche scuola e per questo motivo qualche assessore si è potuto sentire travalicato. È appena il caso di rammentare al Sindaco, a suo figlio, e agli assessori che noi consiglieri siamo stati eletti. Abbiamo un mandato che ci deriva dalla volontà popolare, e lo eserciteremo da oggi in modo più vigoroso che mai! Non possiamo non dire ai nostri elettori “con il Sindaco Russo e suo figlio non si va da nessuna parte”.