Si costituiscono parte civile contro i Casalesi: spari sul loro panificio

Si costituiscono parte civile contro i Casalesi: spari sul loro panificio

Tredici i colpi esplosi contro l’esercizio commerciale. Un congiunto dei titolari fu ucciso dal clan camorristico


CASAL DI PRINCIPE – Sparatoria nella notte di martedì a Casal di Principe dove un panificio è stato crivellato da ben  tredici colpi di pistola sparati ad altezza uomo. E’accaduto, come riporta ilmattino.it- poco prima dell 22. Ai piani superiori, i titolari del market-panificio pensavano inizialmente che si trattasse di una batteria di fuochi d’artificio. Poi si sono affacciati, e hanno intravisto dei veicoli fuggire a gran velocità. Pochi minuti dopo sono giù per le scale. E comprendono che quelli uditi poco prima erano colpi di pistola. Vetrine in frantumi e ogive conficcate nel muro confermato che si è trattato di un raid intimidatorio.

A via Cavour arrivano polizia e carabinieri. La Scientifica reperta tredici bossoli. Tutti esplosi ad altezza uomo. In un orario in cui, solitamente, nel retrobottega del panificio ci sono persone al lavoro, intente a preparare la farina che servirà per il pane che viene infornato all’alba. Per fortuna, due sere fa, non c’era nessuno e quindi nessuno è rimasto ferito.

Il probabile motivo sta in un avvertimento da parte del clan camorristico dei Casalesi. I titolari dell’esercizio commerciale preso di mira, infatti, si sono costituiti parte civile in un processo contro la cosca criminale poichè un loro congiunto è stato assassinato 29 anni e nel giugno scorso il basista di quell’omicidio è stato arrestato. I titolari dell’esercizio bersagliato dalla sventagliata di colpi sono i parenti di Antonio Pagano, la cui storia si perde in un passato remoto.

Pagano è morto la sera del 22 ottobre del 1989. Ucciso insieme ad altre tre persone: Giuseppe Orsi, Giuseppe Gagliardi e Giuseppe Mennillo. Una carneficina che nel processo Spartacus venne ascritta al clan dei Casalesi perché, secondo le indagini condotte all’epoca, Pagano era un luogotenente casalese di Raffaele Cutolo e una volta tornato libero, nell’estate del 1989, si stava riorganizzando per riprendersi ciò che in passato era stato suo sotto la benedizione del «professore» di Ottaviano. Tuttavia, durante la sua assenza gli assetti criminali dell’Agro-Aversano erano profondamente cambiati. E i Casalesi di lasciare spazio ai colonnelli del camorrista vesuviano non vollero saperne. Perciò risposero con il piombo al suo tentativo di riorganizzare le fila. Fu un bagno di sangue, la «strage dei cutoliani», e solo di recente c’è stata la chiusura del cerchio in merito alle indagini. L’ex boss, oggi pentito, Antonio Iovine, processato e condannato all’ergastolo per la «strage dei cutoliani» insieme a Raffaele Diana e Giuseppe Caterino.