“Chiedo di morire da essere umano”, le parole di un detenuto malato di cancro

“Chiedo di morire da essere umano”, le parole di un detenuto malato di cancro

La lettera di Gennaro Riccio, in carcere dal 2016


le parole di un detenuto

NAPOLI – “Chiedo di morire da essere umano”, queste le parole di Gennaro Riccio, arrestato nel 2016 perché affiliato del clan Sibillo e componente della “Paranza dei bambini”, ora malato di cancro. Il detenuto ha inviato una lettera a Pietro Ioia, storico fondatore dell’Associazione “Ex Detenuti Organizzati”, poi pubblicata su Il Roma. Riccio non chiede uno sconto di pena, soltanto di essere trattato da essere umano e poter ricevere assistenza e cura dai propri familiari durante il periodo delle chemioterapie. “Ritrovarsi in cella dopo le chemio, è come ritrovarsi nell’anticamera della morte”- continua Gennaro – “Non chiedo di tornare a casa, soltanto di vivere la mia malattia con dignità e di non essere trattato come un malato di serie b”.

Le parole di un detenuto

I familiari del detenuto hanno dichiarato di essere in attesa nelle prossime ore di una perizia di assistenza medica che stabilisca la compatibilità del loro congiunto con il regime carcerario. La perizia ufficiale sarà poi presa in considerazione dal magistrato di sorveglianza che dovrà decidere se allentare le misure cautelari nei confronti dell’uomo e di stabilire un eventuale trasferimento in ospedale.

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