Clan Lo Russo, omicidio e detenzione illegale di armi: carcere per 5 affiliati

Clan Lo Russo, omicidio e detenzione illegale di armi: carcere per 5 affiliati

Decisive le testimonianze del capoclan e del suo uomo di fiducia


NAPOLI – Stamane, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 5 soggetti, esponenti del clan camorristico dei Lo Russo (nella foto), operante nei quartieri di Miano, Piscinola e Chiaiano, ritenuti responsabili, di omicidio, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, delitti aggravati dall’art. 7 legge 203/91. Le indagini della Squadra Mobile partenopea, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di Antonio Buono, napoletano 27enne,  Marco Corona, napoletano 32enne, Tommaso D’Andrea, napoletano 45 anni, Salvatore Freda, nato a Napoli 47 anni, Ciro Perfetto, nato a Napoli 22 anni fa, i quali si sono resi responsabili dell’omicidio, consumato il 29 marzo 2016, di Pasquale Izzi, napoletano. Per lo stesso omicidio la Squadra Mobile di Napoli nell’aprile 2016 aveva eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del mandante Carlo Lo Russo, della moglie Anna Serino, del nipote Domenico Cerasuolo e di due esecutori materiali, Luigi Cutarelli, 22 anni e Mariano Torre, 30 anni. Tutti gli indagati sono stati giudicati e condannati in primo grado con il rito abbreviato .

Le dichiarazioni del capoclan Carlo Lo Russo e soprattutto del suo uomo di fiducia Mariano Torre, che di recente ha maturato la scelta di collaborare con la giustizia, riscontrate dalle indagini svolte dalla Squadra Mobile, hanno consentito di far piena luce sul movente dell’efferato delitto e sugli altri concorrenti nella fase
esecutiva , destinatari del provvedimento restrittivo eseguito questa mattina.

Ciro Perfetto e Antonio Buono hanno già riportato condanna per il reato di cui all’art. 416 bis c.p., oltre che per omicidio (entrambi per l’omicidio di Gennaro Cesarano, e Ciro Perfetto anche per l’omicidio di Pietro
Esposito). Marco Corona, Tommaso D’Andrea e Salvatore Freda erano invece già sottoposti a misura cautelare in virtù della O.C.C. eseguita lo scorso 20 novembre per i reati di cui agli artt. 74 dpr 309/90 e violazione legge armi.