Napoli ricorda Annalisa Durante, la 14enne uccisa a colpi di pistola durante un conflitto tra clan

Napoli ricorda Annalisa Durante, la 14enne uccisa a colpi di pistola durante un conflitto tra clan

Oggi, la giovane vittima innocente avrebbe compiuto 28 anni


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NAPOLI – Annalisa, quattordici anni e bella come il sole della sua città, lo stesso che si è spento per lei il 19 febbraio 2004 dopo essere stata colpita a morte con dei colpi di pistola sparati a caso durante un conflitto a fuoco tra clan a Forcella, nel suo quartiere. Oggi avrebbe compiuto 28 anni, e gli studenti (e non solo) di Napoli hanno esposto una mostra di cartelloni con dediche e disegni realizzati dagli alunni del Vittorino da Feltre di San Giovanni a Teduccio, nello spazio comunale di Piazza Forcella. Nella biblioteca che porta il nome di Annalisa era presente anche una delegazione di classi del liceo Segrè di San Cipriano d’Aversa e dell’istituto Adelaide Ristori di Forcella.

Come riporta ilMattino.it, il lavoro dell’iniziativa è stato coordinato dai docenti e dall’Associazione Studenti napoletani contro la camorra, promotori ogni anni dell’iniziativa #UnLibroPerAnnalisa. L’omaggio al ricordo di Annalisa è arrivato anche attraverso i versi dei poeti Vincenzo Russo e Giuseppina dell’Aria, che accompagnati con le dolci melodie dell’arpa affidata al Maestro Gianluca Rovinello, hanno decantato alcune opere in memoria della ragazza. Tra rime e musica gli studenti hanno alternato domande e dato spunti di riflessione sul tema coinvolgendo direttamente il papà di Annalisa, Giovanni, la giornalista Giuliana Covella, i docenti e i rappresentanti istituzionali presenti in sala.

Giovanni Durante durante l’evento ha chiesto alle Istituzioni e genitori di combattere e fare la loro parte per rendere questa terra più giusta, come ricorda Erri De Luca: “Annalisa non si trovava nel posto sbagliato, lei era al posto giusto, come ogni ragazzo/a della sua età, a passeggiare per strada, scherzare e giocare con i coetanei, nessuno piò permettersi di togliere ragazzi dalla strada, o meglio a togliere la loro tranquillità di vivere per strada.”