No campo rom, no referendum. A Giugliano è 0-0 ma la partita è aperta

No campo rom, no referendum. A Giugliano è 0-0 ma la partita è aperta

La maggioranza vota contro la consultazione popolare, la Giunta Poziello propone altre forme di intervento ma l’opposizione è tutt’altro che soddisfatta

@Raffaele Silvestri

GIUGLIANO – Pareggio, se quella di oggi fosse stata una partita di calcio potremmo parlare di divisione della posta dopo una serie di attacchi spregiudicati, difese attente e tentativi di contropiede per sorprendere l’avversario. Solo che in palio, in consiglio comunale, non c’erano i canoni tre punti ma molto di più. L’argomento era di quelli attesi da tempo, invocato – da una parte – e temuto – dall’altra – ovvero l’indizione del referendum consultivo chiesto da oltre 5mila cittadini giuglianesi che hanno sposato le istanze dell’apposito comitato e sottoscritto una petizione con cui si chiedeva alla collettività di esprimersi in un parere non vincolante su quell’ecovillaggio rom che avrebbe dovuto accogliere la comunità stanziata nel campo di Masseria del Pozzo.

Anche solo l’iscrivere l’argomento all’ordine del giorno dell’odierna assise è da considerarsi un risultato importante per la minoranza – in particolare per il centro destra – e per il succitato comitato: i tentativi di non scendere in campo erano stati frustrati dal TAR prima e dal Consiglio di Stato poi, la partita s’aveva da fare e, da regolamento, spettava al consiglio esprimersi. Naturale conseguenza, dunque, che a tenere il pallino del gioco sia l’arrembante opposizione, mentre il sindaco deve fare i conti con l’assenza dei due consiglieri dei Verdi – Aniello Cecere e Giuseppe D’Alterio – oltre che dell’assessore di riferimento, Vincenzo Mauriello, lontano però per motivi personali. E qui si apre una prima questione: i Verdi sono nella lista Insieme in coalizione con i socialisti, ovvero con quel Francesco Mallardo che attraverso il consigliere Rosario Ragosta ha vissuto storie decisamente tese col primo cittadino; in una riunione di maggioranza tenutasi lunedì, come rivelato dal consigliere UDC Franco Carlea, si era stabilito che il voto di stamattina valeva come fiducia al sindaco e, dunque, chi non si fosse presentato si sarebbe automaticamente chiamato fuori dalla maggioranza. A margine del consiglio è stato lo stesso Aniello Cecere a dichiarare ai nostri microfoni che il suo partito resta nell’esecutivo fino a prova contraria. Ma la storia non è finita qui, ulteriori sviluppi potrebbero arrivare dopo la tornata politica del 4 marzo.

Fatta la conta dei partecipanti, è lo stesso Poziello a provare l’azione in contropiede: “L’ecovillaggio rom non si farà“, dichiara nel suo intervento che dà inizio alla discussione, sostenendo di aver già accantonato il progetto in favore di un diverso percorso di integrazione per la comunità rom. E senza ecovillaggio non c’è più bisogno del referendum, almeno per il sindaco e per i suoi consiglieri. Di parere diverso la parte contraria, che prosegue gli attacchi affidati ora al centro destra, ora al PD, ora ai 5 stelle. Ovvero quelle tre forze che tra poche settimane si contenderanno la guida del Paese, ma che a Giugliano si ritrovano insieme a fare opposizione. I misteri e la magia della politica.

Tra i tanti affondi quello che più fa presa – ribadito trasversalmente dalle tre anime dell’opposizione – punta a quella variante urbanistica votata in consiglio che ha mutato la destinazione di quel terreno di 30mila mq già espropriato dal comune che è così diventato da agricolo a edificabile. Rinunciare all’ecovillaggio oggi – o almeno provarci, visto che il documento firmato dalla giunta potrebbe anche non essere preso in considerazione dalla Prefettura – non vuol dire che quell’area non venga poi adibita ad altre cose poco gradite in una città che tra campi rom e impianti per il trattamento rifiuti ha dato abbondantemente. E infatti sono diversi i consiglieri a prendere parola e a dirsi pronti a votare contro il referendum se in consiglio fosse stata portata una nuova variante atta a ripristinare l’uso agricolo del terreno. C’è da dire poi che quei 30mila mq sono quasi 3 volte più grandi del necessario secondo l’originario progetto dell’ecovillaggio – che si fondava su circa 11mila mq – sintomo che la possibilità di espansioni e ulteriori arrivi è dietro l’angolo.

Altro argomento di contesa è la strategia indicata nel documento di giunta, ritenuta lontana da un’integrazione solo sbandierata. L’opposizione non ci sta e ci prova fino alla fine attaccando su tutti i fronti, la maggioranza spedisce palla in tribuna e guarda impaziente il cronometro in attesa di un triplice fischio quanto mai liberatorio. Si vota, e come da previsione la difesa di Poziello regge. Niente referendum. Ma anche niente ecovillaggio, per ora. Il centrodestra promette un nuovo referendum autofinanziato, sull’altro versante si tira un sospiro di sollievo. Lo 0-0 regge, si va negli spogliatoi recuperando forze per il prossimo match. Il pubblico non sembra molto contento dello spettacolo, qualcuno fischia, qualcuno si aspettava di più e qualcun altro sorride timidamente. Chissà che al prossimo round la situazione di stallo non venga decisa dal TAR. O dal VAR.