Omicidio Fortuna, Marianna Fabozzi picchiata in carcere: in 7 rinviate a giudizio

Omicidio Fortuna, Marianna Fabozzi picchiata in carcere: in 7 rinviate a giudizio

Le autrici dell’aggressione furono sottoposte al regime di isolamento per 10 giorni, e capo della polizia penitenziaria prima fu sospesa e successivamente trasferita in una diversa casa circondariale


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POZZUOLI – Marianna Fabozzi, la donna accusata di essere la complice di Raimondo Caputo nell’omicidio della piccola Fortuna avvenuto a Caivano, fu linciata in carcere. Per questo motivo, sono sette le persone rinviate a giudizio, più l’assistente capo della polizia penitenziaria, il quale è accusato di aver coperto l’aggressione. Questo è il verdetto del giudice per l’accaduto del 5 maggio 2016. Proprio l’assistente capo della guardia penintenziaria ha provato a ricostruire i fatti nella precedente udienza e a ricostruire il tutto davanti al gup di Napoli di quel 5 maggio quando Marianna Fabozzi fu trasportata al carcere di Pozzuoli. La donna- come riporta cronachedellacampania.it- fu chiusa in una cella off limits, ma qualcosa andò storto. La porta della sua cella fu lasciata aperta e tutte le altre detenute si ritrovarono faccia a faccia con la strega del parco Verde. In quell’occasione doveva esserci proprio quella guardia finita sotto accusa.

Le sette donne, dopo l’episodio, furono sottoposte al regime di isolamento per 10 giorni, mentre l’assistente capo della polizia penitenziaria prima fu sospesa e successivamente trasferita in una diversa casa circondariale. Segnali inequivocabili di un “corto circuito” adesso finito sotto i riflettori della giustizia ordinaria. Qualche giorno dopo la Fabozzi provò ad impiccarsi in carcere. Per lo stesso episodio sono sotto processo con rito abbreviato le due capo rivoltose del carcere di Pozzuoli, Marianna Sannino, detenuta dal 27 gennaio 2015 quando fu arrestata in un maxi blitz contro il clan Falanga di Torre del Greco e condannata a 15 anni di carcere lo scorso anno, e Giovanna De Liso di Acerra.

Dopo avere visionato le immagini del sistema di video sorveglianza del carcere di Pozzuoli, il gup Maria Gabriella Pepe del tribunale di Napoli ha ordinato il rinvio a giudizio per tutte le imputate finite sott’accusa. Alcune detenute dopo l’aggressione scrissero anche una lettera in cui in pratica si accusavano del fatto: “I bambini non si toccano. È inaccettabile pensare possano accadere epi­sodi del genere: doveva avere una lezione”. E ora saranno loro a dover comparire davanti ai giudici.