Passeggiando #pgiugliàn, la storia del Selcione

Passeggiando #pgiugliàn, la storia del Selcione

Origini e simbologia della grossa pietra lavica in centro città


GIUGLIANO – Passeggiando #pgiugliàn, la storia del Selcione. C’era una volta un paese grande grande che aveva piazze e tante strade. In una di queste, da molti anni, era posta una grossa pietra e tutti si chiedevano cosa fosse, a cosa servisse. La matrice lavica che l’aveva originata aveva determinato anche il suo aspetto nero, colore che, si sa, non viene mai ben visto per tanti motivi. La pietra, così, veniva derisa, perché grossa, brutta ed ingombrante. Man mano, però, gli abitanti ci si affezionarono a tal punto, che cominciò a diventare un vero e proprio riferimento. Troppo squadrata per accostarla ad un comune masso e piuttosto vistosa per ridurla all’appellativo di ciottolo, fu opportunamente definita “la selcia”.

#pgiugliànLa selcia diede addirittura nome alla strada in cui era posta ed alla gente che abitava nei suoi dintorni: così, ben presto, si parlò di “selcione” e del suo popolo, “i selcionari”. Opera del dialetto locale fu, poi, tramutare senza indugio rispettivamente in “Sereciòne” la lunga via e “sereciunàri” i suoi abitanti. I dotti del Paese hanno a lungo discusso sulla “sérece” e la sua origine. Assodata la consistenza lavica, rimaneva da scoprire quale tra i due vulcani vicini l’avesse generata: la Solfatara o addirittura il Vesuvio? È cosa ancora ignota.

Tra gli anziani si sprecano parabole e ricordi attorno alla grossa pietra: si dice, ad esempio, che un tempo fungeva da ostacolo per le carrozze, costrette a rallentare; o anche che, quando nel paese grande grande arrivò la guerra, dei soldati tedeschi erano soliti utilizzarla come piano d’appoggio per i loro ristori; ed ancora che, durante le insurrezioni delle Quattro Giornate, gli abitanti si servirono della “serecia” per scaraventarla sulle milizie ostili.

Oggi la nera selcia è il simbolo di quel solco storico che, col Corso Campano, traccia il Paese più grande del mondo. L’effige di Giugliano terra vissuta, viene ricercata lungo tutta la sua strada principale che, dall’“Asse delle quattro cattedrali” alla pietra selce, si offre nel suo climax ascendente, mettendo in vetrina bellezze, verità, scorci ed autenticità.