#pgiuglian, Chiesa delle Concezioniste: le tristi vicende dei tesori scomparsi

#pgiuglian, Chiesa delle Concezioniste: le tristi vicende dei tesori scomparsi

Il monastero fu costruito tra il 1625 ed il 1695


GIUGLIANO – Nelle fertili terre in cui la vita ha battuto e ribadito civiltà, tanto è vasto il patrimonio che mai troppa è l’attenzione a ciò che il corso della storia ha consegnato. Si fa strada allora l’abbandono, matrice comune a province, periferie e sud del mondo. Anche Giugliano ha le sue opulenze, ma anche diversi relitti, certamente figli della superficialità amministrativa e della noncuranza. Chi ha tanto, molto trascura: è questo il più facile dei corollari. Al riparo dagli sguardi dei più, a ridosso dell’Asse delle Cattedrali, sorge la Chiesa delle Concezioniste.

Precisamente siamo tra Via San Rocco e Via Antimo Panico, due dei sentieri perpendicolari a Corso Campano. Le due arterie fanno da cornice ad un vero monumento al Barocco della Scuola del Vaccaro, consentendogli di mostrarsi nel suo fascino a sagaci visitatori, curiosi di scovare bellezza oltre la bellezza.  Costruito tra il 1625 ed il 1695 per volere di un gruppo di nobildonne, il Monastero delle suore Concezioniste fu soppresso dalle leggi eversive di Napoleone e la sua chiesa mai più riaperta.

In tanti conoscevano il suo valore. Col tempo ogni cosa è stata completamente razziata, persino il prestigioso dipinto del De Mattheis che rendeva unico l’altare; al restauro nel 1996, infatti, dell’antico splendore rimanevano solo gli stucchi ed una piccola parte del pavimento in maioliche. Se anche fosse possibile accedervi, dunque, gli interni sarebbero solo da immaginare.

Ed allora chiudendo gli occhi, si potrebbe giocare a rappresentarsi colori ed immagini del tempo, ma l’operazione peccherebbe di continue inesattezze, perché a come questa cattedrale nascosta era decorata dai suoi affreschi, dalle sculture, rifiniture, tasselli e lodevoli particolari di cui oggi non c’è traccia non può arrivarci nemmeno la più fine delle immaginazioni.

concezionisteRisalgono agli anni 2000 i ritrovamenti del Nucleo Tutela Patrimonio culturale dei Carabinieri di Palermo del paliotto e di un cherubino, entrambi ab origine posti sull’altare policromo. Pare che il paliotto, ovvero il rivestimento della parte anteriore dell’altare, sia stato ritrovato addirittura a Taormina, presso un rigattiere che lo aveva usato come insegna per la propria bottega, incidendovi la scritta “ANTIQUES”.

Oggi la Chiesa, oggetto di un restauro ancora in corso, ha recuperato in parte la grazia originaria, anche se nulla potrà mai più restituirle l’armonia di tutte le sue perle, perdute oramai nel vortice delle usure del tempo e dei violenti deturpamenti che nessuno, anche per colpevole ignoranza, ha saputo impedire.