Rapina a Fratta, stanata tutta la banda: arrivano le prime confessioni

Rapina a Fratta, stanata tutta la banda: arrivano le prime confessioni

Gli investigatori hanno arrestato i fuggitivi grazie alle telecamere di videosorveglianza


FRATTAMAGGIORE – Presa tutta la banda che sabato sera ha tentato di assaltare la gioielleria di Luigi Corcione a Frattamaggiore. La fuga è durata tre giorni. Grazie alle immagini della videosorveglianza, gli investigatori sono riusciti a rintracciare e così arrestare i malviventi riusciti a scappare subito dopo il colpo fallito.

In manette sono finiti: Carmine Pagnano, 30 anni, ferito da un proiettile all’avambraccio, Pietro D’Angelo, 41 anni e il 28enne Antonio Topo. Pagnano e Topo sono residenti nel Bronx, il rione delle case popolari di via Atellana a Caivano, D’Angelo, invece, è residente a Frattamaggiore. Inoltre, gli inquirenti hanno messo i telefoni sotto controllo di Raffaele Ottaiano, il 26enne morto durante la rapina, e di Luigi Lauro, arrestasto in quei frangenti da un poliziotto in borghese, per risalire al resto del commando.

Il blitz che ha messo fine alla banda dei pericolosi criminali è scattato nel cuore della notte tra lunedì e martedì. Una cinquantina di carabinieri – i militari del Gruppo di Castello di Cisterna, quelli della compagnia di Casoria e i militari della tenenza di Caivano – hanno eseguito il decreto di fermo, disposto dal pubblico ministero Stefania Faiella, della procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, per i reati in concorso di tentata rapina aggravata, detenzione e porto di arma clandestina e ricettazione. Due degli arrestati, Carmine Pagnano e Antonio Topa, portati nella caserma della tenenza di Caivano, davanti al pubblico ministero hanno confessato, ammettendo di aver partecipato all’assalto della gioielleria Corcione di Frattamaggiore. I tre fermati, sono stati rinchiusi nel carcere di Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida del fermo.