Sequestro da 160 milioni al “re degli imprenditori” Tommaso Filosa

Sequestro da 160 milioni al “re degli imprenditori” Tommaso Filosa

Filosa è imputato per intestazione fittizia di beni insieme ad altre 9 persone


tommaso filosa

MARIGLIANO – I carabinieri sequestrano immobili, terreni e conti correnti per 160 milioni di euro. Maxi sequestro a Marigliano. Nella gioranta di ieri i militari del nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro emesso dal tribunale di Napoli – sezione misure di prevenzione su proposta della d.d.a. partenopea nei confronti di un Tommaso Filosa impegnato nei settori ricettivo, immobiliare e alimentare, imputato per intestazione fittizia di beni insieme ad altre 9 persone, i prestanome, appunto.

Un duro colpo ai business di Tommaso Filosa, imprenditore di 52 anni che ha storicamente agito tra i comuni di Marigliano e Pollena Trocchia. I magistrati lo indicano come il prestanome di tre temutissimi clan della camorra: le famiglie Fabbrocino, Sarno e Arlistico Terracciano. 
Il provvedimento è frutto di indagini iniziate nel 2012 condotte su beni riconducibili a Filosa e frutto di attività illecite commesse dallo stesso tra il 1994 e il 2008. Il vincolo è successivo a un primo sequestro preventivo eseguito nel 2014, anno in cui, all’indomani della notifica di un’interdittiva antimafia da parte della prefettura di Napoli, l’imprenditore creò fittiziamente 4 società per eludere i provvedimenti. Il sequestro messo a segno dalla Dda presenta numeri da capogiro: 10 società con relativi beni strumentali, 35 rapporti finanziari-bancari, 92 unità immobiliari, tra cui ville lussuose, appartamenti e, appunto, l’hotel Quadrifoglio, numerose auto, c’è anche una Ferrari bianca, nuovissima, del valore di 200mila euro, e 165 milioni la stima complessiva dei beni sigillati.