“Siamo tumori, siamo il male”, le frasi choc sui social degli aggressori di Gaetano

“Siamo tumori, siamo il male”, le frasi choc sui social degli aggressori di Gaetano

Dei dieci ragazzini, otto sono finiti in comunità di recupero


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NAPOLI – “Chiamateci tumori, siamo il male”. E’ questa una delle frasi choc che si legge sui profili Facebook dei 10 ragazzini che il 25 novembre aggredirono alla metro di Chiaiano Gaetano.

Dei dieci minori identificati dalla polizia, tutti di età compresa tra i 14 e i 17 anni, otto sono finiti ieri mattina in comunità di recupero, uno, G. P., ha ottenuto la permanenza in casa dato che la sua testimonianza è stata fondamentale per identificare gli altri componenti della baby gang, e un’altro è stato solo segnalato alla famiglia poichè minore di 14 anni.

Ma chi sono questi dieci ragazzini che quel pomeriggio, con una ferocia inaudita e senza alcun motivo, decisero di aggredire a calci e pugni un coetaneo? Nessuno di loro proviene da famiglie legate alla criminalità organizzata, eppure guardando i loro profili Facebook non mancano frasi e atteggiamenti tipici della camorra.

“Se non potete uccidermi, allora dovete temermi”, questo scrive sui social Raffaele S., considerato dagli inquirenti il capo banda che ha ordinato l’aggressione di Gaetano e che ha anche sferrato il calcio che gli ha spappolato la milza.

Non mancano poi foto di pistole e di droga, selfie nei pressi di note piazze di spaccio e frasi contro le forze dell’ordine. Del resto gli stessi magistrati hanno notato, durante gli interrogatori, “un atteggiamento sprezzante e irrispettoso nei confronti degli inquirenti”.

Di questi ragazzi dovranno ora occuparsi gli assistenti sociali delle comunità di recupero, dove sono stati rinchiusi.