Choc nella stazione Piscinola, vigilantes colpito e lasciato in fin di vita

Choc nella stazione Piscinola, vigilantes colpito e lasciato in fin di vita

L’uomo è stato ritrovato, all’alba, ai piedi della stazione privo di conoscenza, nei primi soccorsi è stato rilevato un trauma cranico


NAPOLI – Choc nella notte, violenta aggressione alla stazione di Piscinola, un vigilante è in gravi condizioni. La vittima Francesco D.C. 52 anni, di Marano, al quale durante i primi soccorsi è stato rilevato un importante trauma cranico. L’uomo è stato ritrovato, all’alba, ai piedi della stazione privo di conoscenza. Per la guardia giurata tempestiva è stata l’assistenza dei sanitari del 118, che l’hanno trasportato d’urgenza in ospedale al fine di sottoporlo ad un’operazione chirurgica.

Secondo quanto testimoniato dai colleghi dell’uomo, come riporta “Il Mattino”, il vigilante era intento in un’ispezione di controllo della stazione quando è stato colpito alle spalle con un oggetto alla testa.
Ancora una volta una guardia giurata combatte tra la vita e la morte, tutte le piste fanno pensare che i colpevoli possano essere i Writers che più volte hanno tentato di introdursi all’interno della stazione. Questo infatti non sarebbe il primo caso, nei mesi scorsi è stato trovato un treno imbrattato con un graffito ritraente un maiale vestito da vigilantes.

Questa la dichiarazione di Giuseppe Alviti, presidente nazionale dell’associazione guardie giurate: «Ancora una volta una guardia giurata combatte tra la vita e la morte per aver adempiuto ad un suo compito. Il collega stanotte durante un’ispezione di routine alla stazione della metropolitana di Piscinola veniva colpita al cranio da un fendente con un palo di ferro e ora versa in gravi condizioni al Cardarelli».

«Purtroppo, come denunciamo da anni, lo Stato è assente sulla categoria, siamo solo carne da macello, veniamo ammazzati tanto burocraticamente per un rinnovo quanto fisicamente dalla criminalità. E nessuno prende le giuste posizioni. Diamo la nostra solidarietà e vicinanza al collega vittima di questa brutale violenza»

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