Giugliano, il dramma di via S. Caterina: negozi fermi e residenti in fuga per il pericolo crolli

Giugliano, il dramma di via S. Caterina: negozi fermi e residenti in fuga per il pericolo crolli

Tensione in zona, mentre le idrovore provano a rimuovere l’acqua


GIUGLIANO – Un fiume in città, detto così sembrerebbe un nuovo servizio offerto ai cittadini di Giugliano per un ritorno alla natura dopo tanta cementificazione. Ma la vicenda di via S. Caterina da Siena ha assunto toni drammatici che nulla hanno a che vedere con paesaggi bucolici da casa nella prateria.

Mentre sul posto sono presenti protezione civile, polizia locale, tecnici e volontari delle associazioni, i residenti hanno paura. Il crollo della strada ha creato – o messo in risalto – danni strutturali che minano seriamente la stabilità degli edifici circostanti. E c’è già chi ha abbandonato di sua spontanea volontà le proprie abitazioni, messo in fuga da crepe nei muri che, ci dicono, fino a prima del cedimento della strada non c’erano. Chi resta, invece, annuncia di non voler più pagare l’affitto ai proprietari di casa.

La tensione è palpabile, in tanti chiedono di sapere di chi sia la responsabilità dei lavori su quel tratto di asfalto che non c’è più, rimpiazzato da un torrente in piena a cui le idrovore provano a rubare centimetri cubi d’acqua. Non servono rattoppi, è tutto da ricostruire. L’amministrazione è presente col Sindaco, ma le critiche dei residenti vanno anche in quella direzione e si chiede maggiore solerzia negli interventi: “Meglio nei loro uffici a lavorare che qui a guardare”, è il refrain.

A subirne le conseguenze non solo i residenti, nei giorni della polemica per i dati sul commercio in città paga dazio anche chi aveva deciso di investire proprio in quella zona: è il caso dei gestori di un bar a pochi metri dal crollo, lui di Mantova lei di Napoli. Sono tornati dalla Lombardia, facendo il percorso inverso dei tanti che vanno al Nord in cerca di lavoro, per ricominciare qui, a Giugliano. Avevano aperto circa un mese fa, ed ora temono di ritrovarsi con il nulla tra le mani. In riva ad un fiume che potrebbe aver inghiottito non solo asfalto, ma anche speranze.