#pgiuglian: la Chiesa dell’Annunziata

#pgiuglian: la Chiesa dell’Annunziata

Bisogna percorrerlo intero, come un entusiasmante romanzo che si legge tutto d’un fiato, l’asse di Corso Campano che dalla Chiesa di San Nicola porta a Piazza Annunziata


GIUGLIANO – Bisogna percorrerlo intero, come un entusiasmante romanzo che si legge tutto d’un fiato, l’asse di Corso Campano che dalla Chiesa di San Nicola porta a Piazza Annunziata.
Dopo l’Appia, lasciandosi alle spalle quelle Colonne d’Ercole che delimitano i quattro cantoni di Aversa- Melito- Giugliano- Sant’Antimo, si penetra nel Paese attraverso un sentiero civico che, dritto ed inesorabile, scandisce, a suon di bellezze, in un climax ascendente di misteri e fatiscenze, i monumenti alla sua storia. Il punto d’arrivo dell’urbano peregrinare è la Chiesa dell’Ave Gratia Plena, meglio conosciuta come “dell’Annunziata”, affiancata nelle tante cartoline cittadine dall’alto campanile e dall’antico nosocomio. Edificata in tempi imprecisati, probabilmente sul sito di un piccolo oratorio, fu ampliata nel (questo è dato saperlo) XVII secolo. All’interno, l’unica navata che la costituisce è il proscenio ideale per lo spettacolo delle tanti decorazioni barocche. La presentazione della Vergine al Tempio è uno dei cinque quadri del prezioso soffitto ligneo. Risale al 1618 ed è riconducibile a Massimo Stanzione, il “Guido Reni napoletano”, fine autore originario di Frattamaggiore, tra i più importanti del seicento. Il resto del soffitto è un mosaico cassettonato in perenne ristrutturazione dalle mille uno combinazioni: un’enigmistica a colori che non perde, nonostante il tempo trascorso, il suo giocoso effetto di tinte. Sulla navata giacciono quindici cappelle dedicate ad altrettante famiglie. Ogni principale stirpe di Giugliano si guadagnava il proprio posto nella storia, finanziando il progetto di una lussureggiante cattedrale in cui avrebbe dimorato il proprio vessillo pei secoli dei secoli. La più prestigiosa è la Cappella della Madonna della Pace: una chiesa nella chiesa, un racconto a parte nel pieno dell’intreccio fastoso. Degne di nota sono le sue tele; vistosi i policromi che lo compongono. Tutto prende straordinariamente vita nella normalità: non c’è nessuna sbavatura o sensazione alcuna che piccoli elementi guastino l’intero, quadro ideale per il riuscito simbolo del lustro della città che fu.

chiesa

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