Consulenza sul lavoro: quale tipo di contratto è adatto alla tua azienda?

Consulenza sul lavoro: quale tipo di contratto è adatto alla tua azienda?

Per evitare brutte sorprese nella scelta di un contratto c’è bisogno della giusta dose di attenzione e consapevolezza3


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Un contratto per definizione è l’accordo tra un datore di lavoro e un lavoratore. Questo accordo può essere gestito tramite diverse tipologie di contratto, a seconda delle necessità ed esigenze di entrambi.

Vediamo i tipi di contratto un’azienda può usare, tuttavia vi è tutta una complessa burocrazia connessa e ti consigliamo di affidarti ad un consulente del lavoro.

Poiché, scegliere un contratto ha bisogno della giusta dose di attenzione e consapevolezza, per evitare brutte sorprese.

IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO

Con questa tipologia di contratto non esiste una durata prestabilita della prestazione del lavoratore.

In caso di licenziamento i lavoratori saranno tutelati da un’indennità economica proporzionata alla loro anzianità aziendale. Comportamenti discriminatori dei datori di lavoro saranno sanzionati con la reintegrazione del dipendente.

In caso di recesso, il lavoratore è libero di dare le dimissioni senza alcuna motivazione, mentre il datore di lavoro può licenziare:

– per giustificato motivo oggettivo (ossia per motivi legati all’attività produttiva) o soggettivo (in caso di inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore);

– per giusta causa, ovvero qualora si verifichino eventi gravi da rendere necessario il licenziamento.

IL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

In questo caso la durata del contratto è determinato con una data che indica la fine del rapporto di lavoro.
Può essere utilizzato per tutte le mansioni e può essere rinnovato fino a un massimo di 5 volte, per una durata totale di 36 mesi. Superato questo periodo, il contratto diventa automaticamente a tempo indeterminato. (ecco quando un contratto da determinato diventa indeterminato)

Questa soluzione è ideale per attività stagionali o temporanee ma non può essere usata nei seguenti casi:

-sostituzione di lavoratori in sciopero;

– presso i settori produttivi che abbiano effettuato licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti all’assunzione o in cui è in atto un regime di Cassa Integrazione Guadagni;

– per i datori non in regola con la normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

Il licenziamento prima della scadenza del termine è possibile solo per giusta causa, ossia per fatti talmente gravi da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.

IL CONTRATTO DI APPRENDISTATO

Il datore di lavoro oltre a retribuire il lavoratore, ne garantisce la formazione ad acquisire le competenze per cui viene assunto.

Questo contratto prevede 3 tipologie: per l’ottenimento di un diploma, professionalizzante e di alta formazione o ricerca.

L’apprendista, giacché viene formato, viene retribuito meno rispetto agli altri lavoratori.

IL CONTRATTO A TEMPO PARZIALE (PART-TIME)

Questo tipo di contratto può essere sia determinato che indeterminato con la regola che vi sia un orario di lavoro inferiore rispetto allo standard. Il lavoratore ha i medesimi diritti di chi è assunto a tempo pieno e la stessa paga oraria.

Il contratto a tempo pieno può diventare part-time tramite atto scritto e previo accordo tra lavoratore e datore. Il lavoratore può opporsi e ciò non presenta un motivo di licenziamento.

IL CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE

Il lavoro somministrato, ex lavoro interinale, è un contratto in base al quale l’impresa (utilizzatrice) può richiedere manodopera ad agenzie autorizzate (somministratori).

– Il somministratore: assume il lavoratore

– L’utilizzatore: stipula un contratto commerciale con il somministratore

– Il lavoratore: assunto dal somministratore, svolge l’attività presso l’utilizzatore

Tutti gli adempimenti come pagamento e versamenti dei contributi sono a carico del somministratore.

La durata massima per questo contratto è di 36 mesi

Altri tipi di contratto

ci sono altre tipologie contrattuali meno usate che annoveriamo di seguito:

-prestazioni occasionali: attività lavorative che, nel corso di un anno non possono superare determinati compensi, 5000€ annuali tra tutti i datori, 2500€ dallo stesso datore

-contratto a chiamata o lavoro intermittente: il datore necessita di un lavoratore per una prestazione temporanea. La prestazione del lavoratore può essere elargita con discontinuità (nell’arco della settimana, del mese o dell’anno).

rivolgersi ad una persona competente, come un consulente del lavoro, è la scelta migliore per stimare contratti che nel lungo termine possono portare benefici a tutta l’azienda: sono previsti sgravi fiscali previsti dalla legge di bilancio (fonte Studionappo.it) per alcune tipologie di contratto.