Raid vandalico nella notte a Casoria: nel mirino dei ladri “Terranostra occupata”

Raid vandalico nella notte a Casoria: nel mirino dei ladri “Terranostra occupata”

“Quello che è accaduto ha distrutto anche noi, contare i danni è stato davvero difficile”


CASORIA – Sono arrivati l’altro ieri notte, al buio, hanno rubato, vandalizzato, distrutto, mesi e anni di lavori nello spazio comune di Terranostra occupata, in via G.Boccaccio, 36 ex S.P. Cantariello, poco distante dalla stazione. Uno spazio verde autogestito dal 2015 da un collettivo di ragazzi che hanno curato l’abbandono con la fantasia, creando orti urbani e momenti di svago lì dove prima c’erano solo rifiuti e sterpaglia.

I vandali hanno voluto ricordare che la periferia non è solo una verità geografica, la periferia è una condizione anche umana: distruggere lucchetti per entrare in un luogo comune, radere al suolo i risultati del workshop sull’architettura rurale che si stava portando avanti riutilizzando i resti delle potature, ridurre in pezzi il chioschetto bar. Cos’è se non un atteggiamento periferico? Lontano, isolato, da quello che è un percorso di crescita, costruzione, innovazione in una città di provincia che come altre ha bisogno di luoghi comuni?.

“Quello che è accaduto ha distrutto anche noi, contare i danni è stato davvero difficile, mesi di lavoro, costruiti in prospettiva di altro, tutto è andato in fumo. Il nostro è un percorso da sempre partecipato e la partecipazione porta inevitabilmente ad entrare in contrasto con altri. La diversità cozza sempre con qualcosa di altro. Non possiamo non pensare che quanto sia accaduto stanotte sia un discorso politico e mirato”

 

Il collettivo che tiene in gestione lo spazio verde si è subito riunito in un assemblea per fare un resoconto di quanto accaduto “la solidiarietà dei cittadini, anche nel gruppo facebook di “sei di Casoria se” è sorprendente, siamo felici e increduli di quanti, anche non avendo mai partecipato alle nostre iniziative, si siano mobilitati anche solo per una parola di conforto. Speriamo che tutto questo possa essere un punto d’incontro e di conoscenza di quanto abbiamo fatto e continueremo a fare”, a parlare è Nando D’Anna a nome di tutto il collettivo. Assieme lanceranno questo Venerdì, per tutta la giornata, “Passa a Terranostra”, 24h di solidarietà dove tutti potranno contribuire alla ricostruzione del bar e degli altri strumenti distrutti questa notte, “un vero momento di partecipazione attiva dove speriamo di poter raccontare questi anni di storia, soprattutto a chi ci ha conosciuti solo ora”.

Quella di Terranostra è una storia di autogestione dello spazio pubblico che porta alla luce le non poche difficoltà dell’associazionismo, dai finanziamenti tramite eventi alla burocrazia che non riconosce a questi ragazzi a pieno il loro operato lasciandoli in balia di eventi come quello di questa notte.

“Chiederemo alle istituzioni, ora più che mai, da che parte stanno. Se c’è la volontà di appoggiare quello che stiamo costruendo, di seguire esperienze simili nella città di Napoli dove luoghi comuni vengono autogestiti da associazioni e collettivi, dando la possibilità di vivere il proprio territorio. Abbiamo bisogno di capire se c’è la volontà di fare innovazione, di rischiare anche, per il bene comune”.