300 euro per un chilometro in ambulanza: ecco il “Business dei Casalesi”

300 euro per un chilometro in ambulanza: ecco il “Business dei Casalesi”

La ditta coinvolta si assicurava che i pazienti da trasportare pagassero più di quanto avrebbero dovuto e soprattutto che quest’ultimi non fossero legati ad esponenti delle forze dell’ordine


AVERSA – Emergono nuovi dettagli legati al “Business delle ambulanze” che vede coinvolto il clan dei Casalesi,  riguardanti la tassa da pagare per essere trasportati al Moscati di Aversa con l’unica ditta presente, ossia la “Croce Aversana”. Nella mattinata di ieri gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di BIANCO Augusto, casalese del 1991, e BELFIORE Luigi, aversano del 1956 e proprietario della ditta, ritenuti responsabili dei delitti di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Dalle prime indagini, come riporta il mattino.it, è emerso che alcuni reparti del Moscati di Aversa erano sotto il controllo di alcuni parenti di Bianco ed alcuni dipendenti di Belfiore, che si occupavano di pedinare i dipendenti delle ditte avversarie. Belfiore si assicurava che i pazienti da trasportare pagassero più di quanto avrebbero dovuto e soprattutto che quest’ultimi non fossero legati ad esponenti delle forze dell’ordine. Il pagamento avveniva in casa e non in ufficio, proprio a sottolineare

E’ stato richiesto per un trasporto in codice rosso, continua il mattino.it, una cifra pari a 300 euro per meno di un chilometro, in quanto il paziente doveva essere trasportato da Gricignano ad Aversa. La “tassa” così elevata è data soprattutto dal monopolio che la ditta esercita sul territorio, essendo l’unica ad operare. “Nessun collaboratore si deve avvicinare ai pazienti per contrattare il prezzo del trasporto”, si legge nelle intercettazioni rinvenute attraverso le indagini che continuano senza sosta.