Cure palliative e terapia del dolore, F. Beneduce (FI): suoni, armonia e colori per raccontare il dolore

Cure palliative e terapia del dolore, F. Beneduce (FI): suoni, armonia e colori per raccontare il dolore

Un parterre d’eccezione ha preso parte all’evento di oggi al consiglio regionale


NAPOLI – “In campo medico c’è un grande bisogno di collaborazione e di sinergia per affrontare adeguatamente temi complessi come quello delle cure palliative e della terapia del dolore – è quanto ha dichiarato Flora Beneduce, consigliere regionale e responsabile Dipartimento Sanità di Forza Italia, Direttore UOC Medicina e Pronto Soccorso Ospedali riuniti Penisola Sorrentina – che stamane, in Consiglio regionale, ha presieduto i lavori del Convegno sulle nuove terapie della medicina alternativa in sintonia con la medicina convenzionale.

“Un parterre d’eccezione ha preso parte all’evento, che rientra tra le iniziative di sensibilizzazione verso le cure palliative e del dolore in vista della giornata nazionale del Sollievo del 27 maggio prossimo, per un confronto sul tema del dolore e della sofferenza. “Solidarietà, umanizzazione e condivisione sono i temi trattati dai consoli del Venezuela dott.ssa Graffe, del Benin dott. Gambarella e del Nicaragua avv.to Danesi che, nei loro interventi hanno dato uno spaccato dei sistemi sanitari dei paesi che rappresentano.

“Condivido con il dott. Vincenzo Montrone la necessità da parte dei medici di recuperare l’arte di curare – ha evidenziato la Beneduce – perché il rapporto medico-paziente è indispensabile per il successo delle cure. “Suoni, armonia e colori danno speranza a chi è nella sofferenza – ha aggiunto la consigliera – che ha espresso un particolare ringraziamento ad Imma Pastena, Presidente Associazione Arcobaleno della vita e Alfonso Beatrice, Presidente Ananke Partenopea, organizzatori del convegno, per le attività che svolgono nel campo della clownterapia, campane tibetane e pet terapy”.

“Pastena e Beatrice da anni portano avanti progetti di benessere psico-fisico dei pazienti che vivono un disagio sociale legato principalmente alla loro malattia, un’esempio di associazionismo attivo e inclusivo” – ha concluso la consigliera