Legge Basaglia, F.Beneduce (FI): dal manicomio alla libertà, ma i malati sono sempre più soli

Legge Basaglia, F.Beneduce (FI): dal manicomio alla libertà, ma i malati sono sempre più soli

NAPOLI – “L’alto valore etico della legge Basaglia, che quarant’anni fa decretò la chiusura degli ospedali psichiatrici ponendo fine ad un sistema


NAPOLI – “L’alto valore etico della legge Basaglia, che quarant’anni fa decretò la chiusura degli ospedali psichiatrici ponendo fine ad un sistema di relegazione dei malati e aprendo a percorsi di inclusione è innegabile”. “Ma a quarant’anni di distanza dalla legge, alla logica di eliminare la costrizione per la cura delle malattie mentali non è seguita una politica socio-sanitaria in grado di assicurare assistenza, recupero e inclusione ” – interviene sul tema del disagio mentale Flora Beneduce, consigliere regionale campana e responsabile del Dipartimento Sanità di Forza Italia, Primario degli Ospedali Riuniti della Penisola Sorrentina. “La legge aveva affidato alle Regioni l’attuazione dei provvedimenti in materia di salute mentale – commenta la consigliera – generando di fatto una difformità di trattamento sui territori”. “Le Regioni virtuose sono riuscite a costruire una rete assistenziale adeguata di presa in carico complessiva dei pazienti – aggiunge la consigliera – questo di certo non è accaduto in Campania, in un contesto sanitario in affanno che vede ridurre sempre più le prestazioni e la qualità dei servizi”.

“Negli ultimi anni è intervenuto il Commissario ad Acta con i decreti nn. 193/2016 e 11/18 che in buona sostanza hanno riconvertito le Case di Cura Neuropsichiatriche in Strutture per la Riabilitazione Psichiatrica, provando a a sanare un vuoto normativo per cui pazienti gravi, risolta la crisi acuta erano costretti al protrarsi di un ricovero divenuto improprio, o all’inserimento in “case alloggio”, o al domicilio con compiti assistenziali delegati alla famiglia”. “Decreti che però restano sulla carta in mancanza di strutture adeguate e di personale dedicato”. “La psichiatria, come del resto tutto il sistema sanitario deve essere rafforzato; i Centri di Salute mentale per dare delle risposte immediate devono garantire l’assistenza 24 ore su 24”. “Nella maggior parte dei casi i pazienti sono assistiti dalle famiglie e dalle associazioni, sono loro che gestiscono il quotidiano ma anche le emergenze”. “La rivoluzione iniziata da Basaglia avrebbe dovuto comportare un cambio culturale che non c’è stato – continua la consigliera – la società continua a non essere pronta ad accogliere le persone con disagio mentale”. “La terapia farmacologica, e ancora peggio la contenzione meccanica, prendono il sopravvento perchè le famiglie, le difficoltà economiche e di contesto non lasciano altra scelta in mancanza di un supporto psichiatrico, emotivo e sociale in grado di affrontare la malattia e incanalarla in un percorso di guarigione”. “Insegnare alla società ad approcciare il disagio psichico è l’utopia di Basaglia – conclude la consigliera – oggi la sfida, in una società sempre più veloce e immateriale come la nostra è quella di superare la diffidenza e la paura, rallentare e comprendere le diversità di qualsiasi tipo”.