Sarri lascia il Napoli, Ancelotti lo guiderà: per una sola certezza tante le domande

Sarri lascia il Napoli, Ancelotti lo guiderà: per una sola certezza tante le domande

I simpatizzanti del presidente, o chi sposa la sua strategia, pongono l’accento sull’abile mossa di marketing e sul notevole curriculum di Ancelotti che ha comunque avuto sempre in mano materiale umano di altissimo livello


NAPOLI – Carlo Ancelotti sarà il nuovo allenatore del Napoli. Per lui un contratto biennale con opzione per il terzo a 6 milioni all’anno. Dunque, all’ombra del Vesuvio arriva un tecnico vincente, che ha messo in bacheca ben 16 trofei, tra i quali tre Champions League, due con il Milan ed una con il Real Madrid. Uno così è un personaggio che divide. Non solo un allenatore, ma un manager, un manager che pretende il meglio. Ed è appunto questo aspetto che lascia alcuni interrogativi. Due parole le merita anche il predecessore, quel Maurizio Sarri che ha portato all’ombra del Vesuvio un gioco ed una quantità di punti in campionato mai visti prima, ma anche eliminazioni europee precoci.

La partenza di Sarri fa male a molti, per l’organizzazione che ha dato a questa squadra, per il legame straordinario creatosi con pubblico e giocatori. Fa male, anche più dell’addio eventuale di Hamsik, che ormai ha fatto la storia, sua e del club, ha dato il meglio e se lascia per la sonante moneta cinese allora potremo farcene una ragione. Dell’allenatore emiliano non si possono discutere il carisma, il prestigio, il palmares e soprattutto l’appeal che potrebbe avere per qualche giocatore probabile partente o nuovo acquisto. Tre possono essere gli spunti di domanda:

1) Ancelotti è conciliabile con gli eccessi di Napoli come ambiente e dello stesso De Laurentiis?

2) lo stesso presidente accontenterà il tecnico emiliano, che sicuramente non si accontenterà di 13-14 titolari?

3) Ancelotti in Italia ha vinto “solo” uno scudetto con un Milan fortissimo e quindi sembra più vincente in Europa che in campo nazionale (altri campionati li ha vinti all’estero sempre con squadroni come PSG, Real e Bayern, le sue vere imprese sono quelle europee): che l’obiettivo principale di De Laurentiis diventi la Champions League? Ed è verosimile per l’investimento che ciò comporterebbe?

Le domande, comunque, lasciano il tempo che trovano anche e soprattutto perchè il calciomercato non è nemmeno iniziato. I detrattori di De Laurentiis fanno notare come il presidente abbia fatto in modo da far ricadere su Sarri la responsabilità dell’addio delegittimandolo, dicendo che “non ha gestito la rosa adeguatamente”. I simpatizzanti del presidente, o chi sposa la sua strategia, pongono l’accento sull’abile mossa di marketing e sul notevole curriculum di Ancelotti, che ha comunque avuto sempre in mano materiale umano di altissimo livello, oltre che sull’effettiva volontà di Sarri di andar via anche per andare a guadagnare cifre superiori, oltre che tentare una nuova avventura, forse in Russia.