L’atto di De Luca per recedere dal giudice di pace è illegittimo, Qualiano pagherà le spese legali

L’atto di De Luca per recedere dal giudice di pace è illegittimo, Qualiano pagherà le spese legali

Il TAR ha dato ragione al comitato di avvocati, la decisione doveva passare in consiglio comunale


giudice di pace

QUALIANO – La determina con cui il sindaco di Qualiano Ludovico De Luca in data 27 settembre 2017 comunicava l’intenzione di recedere dalla convenzione per Ufficio del Giudice Di Pace di Marano è un atto illegittimo, lo ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale annullandola.

Il ricorso al TAR era stato presentato da tre avvocati dopo le proteste dei tanti operanti sul territorio di Napoli Nord per una decisione, quella del primo cittadino qualianese, che avrebbe dovuto aver effetto dal primo gennaio di quest’anno. Decisione che lo stesso consiglio comunale di Qualiano, all’unanimità, respinse confermando l’intenzione di non recedere dalla convenzione e votando perciò favorevolmente alla proposta portata in aula lo scorso 27 novembre da tutti i consiglieri di minoranza. In quella occasione nell’aula comunale fu ospite anche il presidente dell’ordine degli avvocati di Napoli Nord Gianfranco Mallardo.

Il Tribunale in fase cautelare accolse il ricorso e il 20 dicembre 2017 sospese l’atto esclusivo del sindaco di recesso dalla convenzione per il Giudice di Pace accettando la tesi di incompetenza dello stesso nel recedere da un atto adottato dal consiglio comunale e per il quale, secondo il Testo Unico degli Enti Locali, solo lo stesso consiglio comunale avrebbe potuto deliberare. Il comune di Qualiano fu condannato a pagare le spese legali.

La causa è poi passata nel merito, il comune di Qualiano nonostante la richiesta del giudice non si è costituito in giudizio ed è stato nuovamente condannato a pagare le spese del processo. Sul tema interviene il consigliere comunale Giulio Cacciapuoti: “Il sindaco inonda la città con volantini in cui afferma di costituirsi in tutti i giudizi che lo chiamano in causa, questa è una evidente menzogna. Non si è difeso neanche in un processo nato a causa di un suo atto illegittimo che la sua stessa maggioranza ha poi respinto in aula”.

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