Tesori di Giugliano, Nicola Cacciapuoti nel Ciclo di san Paolo bel Sito

Tesori di Giugliano, Nicola Cacciapuoti nel Ciclo di san Paolo bel Sito

Raffinate soluzioni formali nelle scene di san Sebastiano e san Girolamo


SAN PAOLO BEL SITO – A completare il ciclo di San Paolo bel Sito vi sono le due scene, al di sopra e al di sotto del grande telone, di san Girolamo e san Sebastiano. Il Cacciapuoti, come anche nel ciclo di santa Sofia, accosta a una scena corposamente barocca due opere più contenute. Sono due scene da cui traspare un certo gusto rocaille, pensato quasi per decorare degli interni più che una cattedrale.

La prima raffigura san Sebastiano dopo il martirio ma quasi non sembra di trovarsi dinanzi a una scena di contenuto sacro: le due donne sulla destra vestite in abiti popolari e la grande attenzione al paesaggio assai minuzioso ne fanno, come detto, quasi un quadro da interni per un palazzo della nobiltà dell’epoca. San Sebastiano è raffigurato con grande attenzione nel corpo, grazie a un uso accorto del chiaroscuro, in basso a sinistra le sue armi, e all’opposto data e firma dell’opera. Stesso discorso per l’altra tela raffigurante san Girolamo: grande dovizia di particolari nel paesaggio e negli elementi naturali, qui però vi è un richiamo barocco più classico nel gruppo di angeli sulla sinistra.

Sono due opere espressione di quel gusto Arcadico per i paesaggi idealizzati e bucolici, esemplare del resto proprio questo nel san Girolamo con i pastori (di cui uno di spalle) i buoi e l’orizzonte che sfuma delicatamente. Opere assai aggraziate e luminose debitrici della lezione dei successori di Solimena (di cui anche Cacciapuoti può considerarsi un prosecutore) Filippo Falciatore e soprattutto Giuseppe Bonito che ebbe nella sua maniera morbida e delicata un tocco assai personale rispetto all’opera del maestro.

In questo ciclo il giuglianese Cacciapuoti si mostra ancor più un artista eclettico e originale che coniuga in maniera personale un barocco maestoso e spettacolare, quello del telone della Trinità, Maria e le Anime Purganti, con un barocco in chiave raffinata e senza appesantimenti riuscendo a far risaltare tutte le scene sull’altrettanto imponente soffitto decorato, che dà l’illusione di grande spazialità facendo quasi svettare le opere verso l’alto.

Quello di san Paolo bel Sito è un ciclo che seppur composto da tre opere lascia col fiato sospeso per la maestria dei temi, delle soluzioni raggiunte e della luminosità; differenti ma altrettanto interessanti quelli dell’altro grande ciclo, precedente rispetto a questo e l’altro di Santa Sofia, ovvero quello di San Lorenzo nel Duomo di Scala, degli anni ’30 del XVIII.