“Il cardinale Sepe ha insabbiato tutto”: l’accusa dell’ennesima vittima di abusi

“Il cardinale Sepe ha insabbiato tutto”: l’accusa dell’ennesima vittima di abusi

Lo sfogo: “i bambini non vanno toccati da nessuno e tanto meno dai preti”


NAPOLI – Chiedono giustizia ed anche al più presto le vittime degli abusi sessuali subiti da don Silviero Mura, il sacerdote di Ponticelli accusato più volte di pedofilia. Il nome del prete non è nuovo alla cronaca locale e nazionale infatti, una delle tante accuse di abusi nei suoi confronti, risale a tempi lontani, quando ad accusarlo fu Diego Esposito un quarantenne napoletano che denunciò di essere stato vittima di Don Mura.

Un racconto agghiacciante quello di Diego che in un’intervista rilasciata alla giornalista Francesca Lagatta,  raccontò che il prete lo violentava per circa tre volte a settimana quando lui aveva solo 13 anni; abusi continuati fino all’età di 17 anni.

IL RACCONTO

Questo è parte del racconto del giovane rilasciato alla suddetta giornalista: «Era il mio insegnate. La mia famiglia ed io, devotissimi, vedevamo in lui quella figura divina e misericordiosa che è Dio. Non ci vedemmo nulla di strano quando mi invitò, in un pomeriggio qualunque, ad andarlo a trovare a casa sua. Anzi mi sentii onorato».

«Appena arrivai nel soggiorno notai che don Silverio stava guardando “L’esorcista”. Io ebbi subito paura, ma mi costrinse a guardare quelle scene orribili. Solo dopo lo psicologo mi ha spiegato che quello fu il suo modo per intimorirmi e rendermi innocuo. Così, quando mi chiese di spostarci in camera da letto fui addirittura felice, lì non c’era la tv. Ma una volta in quella stanza, spostò un divano dietro la porta per impedire che sua madre e sua sorella entrassero. Si sdraiò sul letto e mi chiese di fare lo stesso. Cominciò ad accarezzarmi e poi mi baciò, diceva di volermi bene. Non so spiegare bene cosa provai, un misto di paura, vergogna e ribrezzo che mi impedì di reagire».

Quello che è accaduto in quella camera da letto è osceno, inimmaginabile e pure è accaduto. Un bambino innocente, a 13 anni viene ripetutamente abusato per tre volte a settimana in quella camera degli orrori. Il ragazzo, immediatamente inizia ad avere i primi dolori e vomita spesso tanto che minaccia il prete di dire tutta la verità ai suoi genitori. Don Silviero però, dal canto suo, non si fa intimorire e così regala una piccola moto a Diego per assicurarsi il suo silenzio.

Il sacerdote fu spostato nel 2010 da Ponticelli a Pollena Trocchia ma insegnava ancora, all’istituto alberghiero Russo di Cicciano fino al 2013, mentre l’anno successivo all’istituto Serao di Volla con bambini delle medie.

L’INCHIESTA

Il 17 febbraio scorso, la Santa Sede ha riaperto il caso sul sacerdote accusato di pedofilia. Il caso era fermo nella Congregazione della Dottrina della Fede, “ma in attesa di altri elementi di prova.”

ALTRA ACCUSA A DON MURA

 Un’altra pesantissima accusa a carico del sacerdote arriva da Arturo Borrelli il quale dichiara di aver subito abusi nel lontano 1989 quando lui aveva solo 13 anni. Accuse pesanti quelle di Borrelli, il quale dichiara anche che dopo le sue denunce, il sacerdote non è stato fermato ma soltanto spostato in una parrocchia del nord Italia ma comunque continuava ad esercitare tra i bambini.

“Non sono pazzo e non voglio provocare ulteriore dolore alla mia famiglia ma, pur di ottenere giustizia, sono pronto a tagliarmi le vene in Piazza San Pietro perché i bambini non vanno toccati da nessuno e tanto meno dai preti”!

E’ questa la minaccia di Borrelli che vuole tentare questo gesto estremo per avere giustizia. Arturo chiama in causa anche il Pontefice al quale chiede di rimuovere il cardinale Sepe dal suo incarico di Vescovo della città di Napoli. Accuse durissime anche nei confronti di Crescenzo Sepe, reo a sua detta di aver insabbiato tutto e quindi in un certo modo di aver coperto le malefatte di Don Mura.

sepe Queste le sue parole: “Non mi arrenderò fino a che Papa Francesco non manderà via il cardinale Crescenzio Sepe perché non ha dato seguito alle mie denunce presentate dal 2010 al 2014, mi ha fatto perdere il lavoro ed ha tentato di insabbiare la vicenda”

Questo dunque l’ennesimo scandalo che si prepara a vivere la chiesa napoletana.

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