Melito, presunto ordigno sotto casa del capostaff del Sindaco: “atto intimidatorio”

Melito, presunto ordigno sotto casa del capostaff del Sindaco: “atto intimidatorio”

A dirlo è il vicesindaco Luciano Mottola. Le forze dell’ordine, però, hanno seccamente smentito. Si sarebbe trattato soltanto di batterie per automobiline telecomandate per bambini abbandonate in strada


MELITO DI NAPOLI – “Questa mattina, il capostaff del sindaco Antonio Amente, Alfredo Mariani, non si è recato di buon mattino in Comune come fa abitualmente. Perché? Perché sull’uscio di casa invece del solito materiale pubblicitario ha trovato un ordigno vero e proprio pronto ad esplodere.  Appena appresa la notizia, ci siamo precipitati in via don Raffaele Abete dove i carabinieri avevano provveduto a transennare l’area in attesa degli artificieri”. A scriverlo è Luciano Mottola, vicesindaco ed assessore allo sport.

“Quando sono arrivati gli esperti- prosegue Mottola- hanno prontamente verificato la pericolosità dell’involucro, collegato ad un telecomando e pronto ad essere azionato anche a distanza.

Nelle sembianze una bomba vera e propria che non ha lasciato spazio ad interpretazioni. Per le forze dell’ordine si è trattato di un atto intimidatorio nei confronti dell’amministrazione comunale, colpire Alfredo per colpire l’intero governo cittadino.

Un atto gravissimo che ci scuote, ma non ci ferma. Continueremo con la stessa intensità ad amministrare, mettendoci la faccia sempre e comunque, certi che la giustizia farà il proprio corso e che i colpevoli di questo terribile episodi verranno individuati ed inchiodati alle proprie responsabilità.

Lavoreremo così come siamo abituati a farlo, con il sorriso stampato in volto, come in questa foto scattata qualche giorno fa, con la serenità e la tranquillità di chi agisce per il solo interesse della comunità che rappresenta.
Le bombe- conclude Mottola- non ci fermeranno, le disinnescheremo come siamo abituati a fare: andando avanti con trasparenza e legalità”.

I Carabinieri della tenenza di Melito, però, giunti sul posto dopo la segnalazione di un passante, hanno avuto modo di verificare che il presunto ordigno, in realtà, non era altro che un gruppetto di cilindretti di batterie ricaricabili utilizzate per automobiline giocattolo, collegate a dei telecomandi.

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