Si apre uno spiraglio per il piccolo Alex: individuato possibile donatore

Si apre uno spiraglio per il piccolo Alex: individuato possibile donatore

Il bimbo è figlio di genitori italiani che vivono a Londra, la madre è napoletana. Trovato un midollo compatibile


BOLOGNA – C’è una speranza in più per il piccolo Alessandro Maria, detto Alex, il bimbo colpito da una malattia estremamente rara (la linfoistiocitosi emofagocitica) per il quale da più di una settimana è scattata una gara di solidarietà senza precedenti. «Dal Regno Unito — conferma Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti — è arrivata nei giorni scorsi una richiesta di approfondimento per verificare la compatibilità di un cordone ombelicale». Questo significa che i medici di Londra non hanno scartato la possibilità che il cordone individuato a Bologna dal registro italiano possa avere le caratteristiche necessarie a salvare la vita al piccolo.

Nanni Costa spiega anche che «quando un registro segnala una disponibilità, significa che esiste già un’alta compatibilità. In questi casi non si tratta mai di tutto o niente, si tratta di capire se le cellule del donatore sono sufficientemente compatibili con quelle del paziente che deve riceverle. Questa decisione la dovranno prendere i medici inglesi che hanno in cura il piccolo». Da fonti ufficiose risulta che almeno altre due segnalazioni per possibili compatibilità sarebbero arrivate dai registri di altri Paesi, anche se al momento l’unico approfondimento chiesto dai medici inglesi sarebbe quello sul cordone italiano. È bene chiarire che tutto questo non risolve il problema del piccolo Alex, ma di certo accende un barlume di speranza che, viste le premesse, è già più di quanto si potesse sperare. Allo stesso modo, sia per il piccolo che per altri pazienti, resta fondamentale la gara di solidarietà che ha riempito e sta riempiendo le piazze d’Italia. Una gara che non si deve assolutamente fermare.

Un piccolo giallo si è aperto sulla possibilità che, anche se compatibile, il cordone possa non essere la giusta soluzione per il caso di Alex. Su questo i medici di Londra (per quanto riportato dalla famiglia del piccolo) e il Centro nazionale trapianti non sembrano essere d’accordo. Pur senza entrare nel merito del caso di Alex, (non avendo nessuna cartella clinica) Letizia Lombardi, responsabile medico del Cnt, spiega al Corriere del Mezzogiorno che se si è in una fase acuta di infezione da citomegalovirus non si può ricevere né da donatore adulto, né da cordone. La famiglia di Alessandro fa sapere invece che i medici del Great Ormond Street Hospital (il secondo pediatrico più importante d’Europa) considerano quella del cordone l’opzione di riserva, nel caso che non si riesca a trovare un donatore adulto.

«Ci hanno chiarito — spiega zia Francesca — che procedere con il cordone sarebbe ben più pericoloso. Visto che Alessandro ha avuto questa infezione, secondo i medici i rischi con le cellule cordonali sarebbero ben più alti». In sostanza, stando a quanto riferito dalla famiglia, quella del cordone ombelicale sarebbe un po’ «l’ultima spiaggia».

Il piccolo è figlio di genitori italiani che vivono a Londra, la madre è napoletana.

FONTE: CORRIEREDELMEZZOGIORNO.IT