Giugliano, lascia Risso e subentra Pezzella: una mina vagante in consiglio comunale

Giugliano, lascia Risso e subentra Pezzella: una mina vagante in consiglio comunale

L’attivista, in rotta col M5S locale, al centro di numerose polemiche. Si siederà accanto a Nicola Palma o in maggioranza?

@Armando Di Nardo

pezzella

GIUGLIANO – Sono ormai note le dimissioni di Vincenzo Risso da consigliere comunale. A prendere il suo posto sarà Salvatore Pezzella, primo non eletto alle scorse amministrative del M5S. Un cambio che lascia interdetti i grillini e non solo. Per le qualità dell’ormai ex consigliere Vincenzo Risso e per il modus agendi del neo entrante Salvatore Pezzella.

Volendo fare un excursus storico sul sedicente attivista della prima ora Salvatore Pezzella, dobbiamo partire dal 2012 quando il probabile neo consigliere si avvicina al gruppo locale dopo essere stato esponente dell’Udeur al fianco del più noto zio Giulio, ed aver ricoperto la carica di consigliere circoscrizionale. All’epoca Pezzella si pose come “politicamente pentito” ed emotivamente disposto a sposare la causa del Movimento specificando dal primo momento la ferma intenzione di candidarsi.

Il percorso politico in seno al movimento locale del futuro consigliere di minoranza, che siederà – se accettasse l’incarico – tra i banchi andando a sostituire il dimissionario Vincenzo Risso, è ben noto.

Di fronte ai trascorsi politici con cui Salvatore Pezzella si presentò al cospetto del gruppo locale, gli attivisti già impegnati nelle battaglie sul territorio, raccontano che subito espressero le loro personali riserve, chiarendo che avrebbero vigilato con attenzione particolare sulla sua correttezza. Da quel momento, come era prevedibile, più volte nacquero disguidi e disaccordi in seno al gruppo locale, abituato a consultarsi e a programmare democraticamente ogni tipo di iniziativa, fattiva o inerente alla semplice comunicazione politica: Pezzella invece – secondo quanto sostenuto dagli attivisti – era solito prendere iniziative personali portandole avanti senza interfacciarsi con i propri colleghi.

pezzellaEpisodio scatenante della diatriba interna al M5S giuglianese, che mise in risalto la personalità di Pezzella, fu quando si delineò l’accordo che sancì la candidatura di Nicola Palma a sindaco. Secondo le testimonianze raccolte, fu allora che iniziò una vera azione di sabotaggio interno durante la quale Salvatore Pezzella, pur di assicurarsi il posto come consigliere, approfittò della buona fede del candidato sindaco e addirittura si spinse a registrare un video nel quale Palma, in clima goliardico e credendo fermamente di trovarsi in compagnia di amici fidati, dichiarava che si sarebbe dimesso se non eletto sindaco; video che poi fu reso pubblico e diede origine ad una vera e propria campagna mediatica denigratoria.

Quelle elezioni assegnarono posti in consiglio comunale al candidato sindaco Nicola Palma ed al primo eletto Vincenzo Risso, attivista profondamente impegnato per la rivalutazione della fascia costiera. Ma durante il ballottaggio che doveva assegnare la fascia di primo cittadino tra Luigi Guarino e Antonio Poziello – nonostante il M5S apertamente invitò i propri sostenitori a non recarsi alle urne – pare che Salvatore Pezzella abbia condotto una personale campagna elettorale a favore dell’attuale sindaco Antonio Poziello. Questo – secondo quanto riferito – perché credeva che l’elezione di Poziello a sindaco avrebbe portato un altro seggio in consiglio comunale al Movimento, ed in questo caso proprio a lui. Cosa tra l’altro errata, perché in qualunque caso – secondo il metodo D’Hondt utilizzato per la ripartizione dei seggi in consiglio comunale – il Movimento non avrebbe ottenuto il terzo seggio in assise.

Negli anni intercorsi da quel risultato elettorale ad oggi, Pezzella si è mosso sul territorio portando avanti aspre critiche nei confronti dei due consiglieri in carica e di tutti gli attivisti che compongono il gruppo locale, rivelando quella che appare come propensione a far prevalere i propri interessi personali, disconoscendo di fatto la rappresentatività degli eletti in seno allo stesso movimento nelle cui liste si era candidato. Nonostante la proclamazione continua di assenza di ogni tipo di ambizione per la cosiddetta “poltrona”, ostentata durante tutti gli eventi organizzati da lui stesso sul territorio come cittadino attivo, tuttavia Pezzella ha provato a candidarsi alle scorse parlamentarie del M5S, ricevendo come risposta l’ovvia esclusione dalle liste.

Diversi sono stati gli episodi in cui, attraverso i social, Salvatore Pezzella ha mostrato indole aggressiva e offensiva verso politici, attivisti e addetti ai lavori.

Da video postati sulla sua stessa bacheca Facebook, dopo un’assemblea regionale del Movimento 5 Stelle Campania, tenutasi il 7 ottobre presso il Palazzo Ducale di Parete, si vede come tutt’ora il futuro consigliere di minoranza manifesti acerrima ostilità nei confronti dell’attuale consigliere in carica Nicola Palma e degli attivisti che gravitano nel gruppo locale. La domanda che gli elettori del Movimento dovrebbero porsi è: come porterà avanti le istanze dei cittadini e con quale sinergia con persone da lui continuamente attaccate e denigrate con tutti i mezzi e i modi a sua disposizione?

pezzellaVa precisato che Salvatore Pezzella ricorre spesso a metodi espressivi al limite della denuncia, cadendo più volte nel fango degli attacchi personali: possiamo citare, per esempio, il famoso episodio dell’incendio di Taverna del Re dell’anno scorso, quando rivolgendosi a noi de Il Meridiano News, recatici sul posto per assolvere ai nostri doveri di informazione, e alla nota collega Marilena Natale usò il termine “giornalai” in una diretta Facebook, mettendo in dubbio l’incendio, quindi l’emergenza ambientale, e la nostra integrità etica e professionale.

La personalità politicamente ambigua di Pezzella che spesso sfocia in atteggiamenti paragonabili a quelli di un bullo di quartiere, sono noti alla maggior parte dei componenti del consiglio comunale e da dichiarazioni rilasciate in veste informale possiamo desumere con certezza che lo rendono persona poco gradita ai più, in totale antitesi con quanto accaduto invece con Vincenzo Risso, apprezzato in questi anni di consiliatura in maniera trasversale dai colleghi di maggioranza e minoranza che hanno espresso rammarico per le sue dimissioni.

Sorge poi un ulteriore interrogativo: se lo statuto del Movimento prevede che chiunque ricopra ruoli politici debba tornare a rivestire la sua veste esclusivamente civica dopo l’espletamento di due mandati, senza specificare quali, dove e di quale durata, allora vorrà dire che Salvatore Pezzella dovrà terminare la sua carriera politica col suo mandato comunale, visto che è stato già consigliere di circoscrizione? E qualora invece dovesse rinunciare all’incarico di consigliere comunale, avrebbe terminato qui – così come riportato dalle direttive del Movimento – ogni futura ipotesi di candidatura per qualsiasi incarico in seno al Movimento 5 Stelle?

Infine, dal momento in cui Salvatore Pezzella sarà chiamato a sedersi in aula, lo farà accanto all’odiato Nicola Palma? O in un altro scranno di quelli riservati alla minoranza? Oppure accanto ai colleghi consiglieri del gruppo di riferimento del sindaco che lui stesso ha sostenuto al ballottaggio?

Ai posteri, anzi, al Movimento l’ardua sentenza.

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