L’Ammazzacaffé: Roberto Vecchioni e le sue “Luci a San Siro”

L’Ammazzacaffé: Roberto Vecchioni e le sue “Luci a San Siro”

Il cantautore milanese nel nuovo appuntamento con la nostra rubrica


vecchioni

C’è un limite a tutto, anche alle ambizioni.

Soldi, successo e fama possono non bastare, se si ha un cuore.

Se poi si è amata la giovinezza, si vorrebbe tornare indietro nel tempo e riassaporare ogni cosa ed avere di nuovo sguardi candidi che disillusione e pragmatismo non consentono più di esprimere.

Roberto Vecchioni è un poeta del nostro tempo, un fine autore che scrive e canta d’amore.

In “Luci a San Siro” canta della sua Milano, di quella città che nostalgicamente ricorda avere vissuto agli esordi della sua carriera.

La melodia dolce e romantica viene condotta con una voce calda ed appassionata, narrando d’ ogni particolare appartenente alla sua vita, prima del successo: gli amori, le passioni e la seicento in cui aveva amato le donne.

“Scrivi, Vecchioni, scrivi canzoni,

che più ne scrivi e più sei bravo e fai dané

tanto che importa a chi le ascolta

se lei c’è stata o non c’è stata o lei chi è?

Fatti pagare, fatti valere

Più abbassi il capo e più ti dicono di sì

E se hai le mani sporche che importa

Tienile chiuse e nessuno lo saprà.”

vecchioniAnche le speranze di un riconoscimento squisitamente culturale sono vane: nessuno, ormai, si chiede se le sue canzoni si riferiscano ad amori esistiti o no. La maturità ed il disincanto non sono servite che a sminuire la voglia di sognare ed a ridurre a flebili ricordi le sensazioni di giovinezza. Il danaro, il guadagno facile è, a parere delle voci dei suoi colleghi, l’unica cosa che conta.

Milano mia, portami via.

Fa tanto freddo, ho schifo e non ne posso più,

facciamo cambio:

prenditi pure un po’ di soldi e quel po’ di celebrità

ma dammi indietro la mia seicento,

i miei vent’anni e una ragazza che tu sai.

Milano, scusa, stavo scherzando,

luci a San Siro non ne accenderanno più”

Le “luci di San Siro”, allora, canta Vecchioni, non brilleranno più sui suoi amori, sui suoi ricordi, perché ogni cosa, ormai è consumata.

vecchioniL’eleganza dei sentimenti non ha né origini, né confini ed il fatto che in questa canzone sia al centro di tutto la Milano d’un tempo non trasformano per niente le dolci strofe un inno alla settentrionalità. Si dice, infatti, che Massimo Troisi amasse molto questo pezzo e che diceva  “qui Milano sembra Napoli”.

Ed in effetti è così. Se Napoli vuol dire purezza idilliaca, malinconia e romanticismo allora c’è un po’ di Napoli in ogni grande città che vanti un passato piacevole da ricordare e da esplorare attraverso melodiosi sonetti.