#ammazzacaffé: Gianna Nannini e l’amore vestito in rock.

#ammazzacaffé: Gianna Nannini e l’amore vestito in rock.

Da “America” a “Ragazzo dell’Europa” sempre gli stessi messaggi: il sesso visto come elemento virtuoso dell’esistenza


Gianna Nannini è il rock. 

Non c’è verso: almeno in Italia è la più grande. 

La sua è una voce roca e stridente, un vero strumento a parte, che si unisce a note ed a versi di amori e sentimenti dal sapore dannato.

Perentorie sono le sue parole e decise sanno essere le odi ad amori conosciuti o no, vissuti o assaporati solo per un attimo e poi svaniti. Solo chi ha amato maledettamente sa riconoscersi nei suoi pezzi. Non è una cantante per tutti, Gianna. 

Da “America” a “Ragazzo dell’Europa” sempre gli stessi messaggi: il sesso visto come elemento virtuoso dell’esistenza e di ogni storia che vive ed attraversa le riflessioni, le mancanze, le pause, le nostalgie. 

Non c’è razionalità. Solo un forte senso di trasporto verso mete avventuriere dell’anima. È la voce dalla forte personalità a condurre vivaci melodie semplici tanto uniche, al punto da sembrare indimenticabili. 

L’amore è narrato dal punto di vista della passio irrefrenabile, forte sentimento che porta alla bramosia del partner. Perde molto così, a confronto col target di Nannini, l’amore leggiadro cantato magari in salsa melensa e melodiosa. È il rock, stavolta, in barba all’egemonia della tradizione musicale italiana, a vestire il sentimento ed a cantare, urlando le gioie e le paure dell’amore.